Centro Carni: qual è la reale posizione dell’assessore Meloni?

Le sue opposte dichiarazioni ai giornali e in Commissione Commercio municipale
di Sergio Scalia - 21 agosto 2017

Nel mese di agosto 2017 sulla Cronaca Romana di Repubblica e di altri giornali sono apparse notizie preoccupanti su alcune scelte della Giunta Raggi, che possono rimettere in discussione il futuro del Centro Carni e riaprire gli spazi per una speculazione edilizia sull’area.

Il fatto più clamoroso che emerge da queste notizie è il repentino cambio di opinioni dell’Assessore comunale al Commercio Adriano Meloni, che il 19 maggio partecipa ad una commissione Commercio del V Municipio e alla presenza del Presidente, dei consiglieri, dei rappresentanti degli operatori e del Coordinamento popolare si impegna con le seguenti parole riprese dal verbale di Commissione “L’Assessore ….. Esprime l’intenzione di trasferire il Centro Fiori, attualmente sito nella zona residenziale di Trionfale, posto anch’esso sotto la Direzione del Dott. Buttarelli, all’interno del Centro Carni, al fine di rendere più efficiente l’operatività e lo sviluppo di entrambi, arginandone le perdite. Rileva inoltre l’importanza di integrare nell’area in questione anche gli operatori ittici per creare un unico “Centro Ingrosso Romano”. Riferisce riguardo le problematiche di ordine giuridico-amministrativo da superare, facendo riferimento alla Deliberazione in essere, da abrogare, che predispone lo spostamento del Centro Carni e del Centro Fiori al CAR di Guidonia e ai costi previsti per l’operazione ritenuti troppo onerosi.” Su questa impostazione tutte le forze politiche municipali, le associazioni e gli operatori si sono sempre dichiarati favorevoli e lo hanno ribadito in questi anni con atti di Commissione e di Consiglio.

Assessore Meloni

Il 7 agosto 2017 Paolo Boccacci su Repubblica informa che, nel quadro di una grande operazione di valorizzazione immobiliare, la Giunta Raggi punta ora a spostare le attività del Mercato dei Fiori e alcune attività pregiate del Centro Carni nel Car di Guidonia. L’articolo cita le dichiarazioni fatte dall’Assessore Meloni in un precedente incontro con i dirigenti del CAR in cui annunciava questi trasferimenti “che collegherebbero in un circuito virtuoso di sviluppo il completamento degli assetti infrastrutturali del Car e valorizzazioni immobiliari vantaggiose per le casse comunali”.

Poiché la coerenza non sembra essere una dote per molti amministratori comunali, il Coordinamento Popolare Contro la speculazione sul Centro Carni ha lanciato l’allarme insieme agli operatori per capire le reali intenzioni della Giunta Raggi, chiedendo alle forze politiche municipali e comunali di chiarire se si intende ricorrere alle speculazioni edilizie (alias valorizzazioni immobiliari) per rimpinguare le casse comunali, oppure se si intendono affittare i circa 20mila mq di spazi coperti inutilizzati  nel Centro carni, spazi richiesti da operatori delle carni, del pesce e dei fiori, che non hanno alcuna intenzione di trasferirsi a Guidonia.

Liberare l’area per una “Valorizzazione immobiliare” o consolidarne la vocazione produttiva?

A partire dai progetti di Alemanno che prevedevano oltre 2mila appartamenti nell’area del Centro Carni e dalla Delibera n. 81/2010 che ha ceduto all’AMA la proprietà dell’area a garanzia di prestiti bancari di difficile restituzione, le associazioni e le forze politiche del territorio che si sono costituite nel 2013 in Coordinamento Popolare contro la speculazione sul Centro Carni presentando una Delibera di iniziativa popolare con oltre 8mila firme, hanno sempre puntato a mantenere e sviluppare la vocazione produttiva di quell’area per allontanare le mire speculative.

In questi anni infatti, vista la difficoltà del Comune di Roma a reperire i 100 milioni per riacquisire l’area dall’AMA e dalle banche, la battaglia si è svolta tra due opposte posizioni.

Da un lato la tendenza a liberare l’area per una “Valorizzazione immobiliare”  deportando gli operatori al CAR o svuotandone il loro ruolo attraverso il progressivo degrado delle strutture annonarie.

Dall’altro la spinta a consolidare e sviluppare il ruolo degli operatori e la vocazione produttiva dell’area, utilizzando tutti gli spazi interni per un centro ingrosso che valorizzi realmente le ricchezze alimentari e naturali della città. Il contenimento dei prezzi e la sicurezza alimentare garantita in questi anni dal Centro Carni rappresentano un bene comune da salvaguardare ed i mancati introiti per l’abbandono degli spazi disponibili possono configurare responsabilità contabili per gli amministratori comunali.

E’ importante che davanti ad ogni segnale di pericolo le Associazioni del territorio si riattivino per non far arretrare le battaglie e i risultati ottenuti. Nei prossimi giorni solleciteranno quindi il Municipio e l’Assessore Meloni ad esprimere una posizione univoca sugli impegni assunti per il futuro del Centro Carni.

Per un quadro delle iniziative di questi anni e per gli aggiornamenti attuali ci si può collegare al sito http://www.coordinamentopopolare.it/

 


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