Cimitero Mediterraneo – “Numero uno” che va, “numero uno” che viene – Ingrato Pierluigi

Fatti e misfatti di aprile 2015
Mario Relandini - 24 Aprile 2015

Cimitero Mediterraneo

“Il Mediterraneo – ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella – non può diventare un grande cimitero, un posto di sepoltura per chi cerca una vita migliore e scampo dalle carestie”.

Il Mediterraneo, con tutto il rispetto per il Presidente della Repubblica, non è che “può diventare” un grande cimitero: lo è diventato, purtroppo, già da tempo. Nella distrazione di molti e nell’indifferenza cinica dell’Unione europea. La quale, anche dopo la riunione straordinaria di ieri, ha sostanzialmente lasciato ancora il “problema immigrati” senza una soluzione seria e quasi tutto sulle spalle della sola Italia. Checché vada invece gloriandosi, come di un positivo risultato e di un suo personale successo, il “premier” Matteo Renzi. Con quella sua solita aria boriosa di “castiga-Europa”.

silvio-berlusconi-facepalm1-586x364“Numero uno” che va, “numero uno” che viene

“Silvio – non si è più tenuto Denis Verdini nel loro ultimo incontro – hai capito o no che ormai sei irrilevante? Non puoi vivere con la nostalgia di essere il “numero uno”. Ora il “numero uno” è Renzi e tu puoi essere, al massimo, il “numero due””.

Silvio, però, sembra non averlo capito. E così, per evidente lesa maestà, Denis Verdini è come se avesse detto addio a “Forza Italia”. Dalla quale però – secondo buone fonti – starebbe muovendosi per andarsene, sbattendo la porta, e rifugiarsi anche lui, con i “suoi”, nel sempre più folto “Gruppo misto”. In attesa – sempre secondo buone fonti – di accomodarsi nel futuro e futuribile renziano “Partito della nazione”. Dopo la rottura con Raffaele Fitto, dunque, ora quella con Denis Verdini. Ma Silvio va avanti con le sue idee e i suoi programmi. E sembra così preso da questi da non porsi neppure il dubbio se ci sarà qualche altro significativo abbandono. Ma, tanto, peggio per chi se ne va e se ne dovesse andare. Perché lui è convinto di essere sempre il “numero uno”. E, se ora è un attimo ai box per qualche aggiustamento, tutti vedranno come presto si rimetterà a correre e a salire sul gradino più alto del podio.

Ingrato Pierluigi

“Dopo trent’anni che vado alla “Festa nazionale dell Unità” – si è rammaricato il Pierluigi Bersani che non è stato quest’anno invitato – ci sarei andato anche a piedi”.

La Sposa di Maria Pia

Ma ingrato Pierluigi. Non lo hanno invitato perché, evidentemente, gli vogliono troppo bene: andando a piedi fino a Bologna, infatti, si sarebbe stancato troppo e si sarebbe potuto sentire male all’inaugurazione.


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti