

Cinque arresti tra i 26 e i 53 anni. Tunnel sotterraneo quasi ultimato, walkie-talkie e pistole cariche
Non era la sceneggiatura di un film, ma un colpo studiato nei minimi dettagli. All’alba di oggi la Sezione Antirapina della Polizia di Stato ha smantellato una banda specializzata nelle rapine agli istituti di credito, arrestando cinque cittadini italiani proprio mentre stavano ultimando i preparativi per assaltare una banca nel quartiere Colli Aniene.
Un’operazione che arriva al termine di settimane di pedinamenti e attività di osservazione su alcuni “professionisti” del settore, già noti agli investigatori.
Il progetto criminale era tanto sofisticato quanto rischioso. I rapinatori avevano scavato un passaggio sotterraneo partendo da un locale adiacente all’edificio della banca, con l’obiettivo di aprirsi un varco direttamente nei locali dell’istituto di credito.
Una tecnica collaudata, pensata per eludere allarmi e sistemi di sicurezza esterni.
A coordinare l’azione, un sistema di comunicazioni radio: walkie-talkie permettevano il contatto costante tra chi lavorava nel sottosuolo e i complici all’esterno.
A fare da sentinelle, i cosiddetti “pali”, pronti a segnalare movimenti sospetti o l’arrivo delle forze dell’ordine. Per il contro-pedinamento, la banda utilizzava auto rubate, impiegate per monitorare l’area e garantire una via di fuga rapida.
Il piano prevedeva di completare il foro durante la notte e restare nascosti all’interno dei locali fino all’orario di apertura.
A quel punto i rapinatori sarebbero emersi dal pavimento sorprendendo dipendenti e clienti dall’interno, rendendo di fatto inutili le protezioni esterne dell’istituto.
A mandare all’aria il colpo è stata però l’esperienza degli investigatori. Due dei cinque arrestati erano da tempo sotto osservazione perché già coinvolti in precedenti rapine con modalità simili.
Quando gli agenti hanno capito che lo scavo era ormai ultimato, è scattato il blitz: l’edificio è stato circondato e tutte le vie di fuga sono state chiuse.
Al momento dell’irruzione, uno dei componenti della banda è stato trovato in possesso di una pistola carica.
Il successivo sequestro ha portato alla luce un vero e proprio arsenale da rapina: ricetrasmittenti, passamontagna, attrezzi da scasso, utensili pesanti e le chiavi dei locali manomessi.
I cinque sono stati trasferiti nel carcere di Rebibbia. Il giudice ha convalidato gli arresti disponendo la custodia cautelare in carcere.
Le accuse sono pesanti: tentata rapina aggravata, detenzione e porto abusivo di arma da fuoco e ricettazione, in relazione alle auto rubate e al materiale utilizzato.
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