Coltellata della “Wolkswagen” all’indotto italiano – Sicurezza teutonica – Meglio una “Maserati”?

Fatti e misfatti di settembre 2015
Mario Relandini - 25 Settembre 2015

Coltellata della “Wolkswagen” all’indotto italiano

“L’ “affare Wolkswagen” – si è detto preoccupato il Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti – avrà qualche ripercussione sulla nostra economia. La casa automobilistica tedesca, infatti, ha in Italia un indotto che si aggira sul miliardo e mezzo”.

Alla faccia, allora, di “qualche ripercussione”. E con tanti saluti a quella nostra economia che stava riprendendosi, anche se minimamente, proprio per l’andamento del settore automobilistico. “Baby Matteo” dovrebbe correre a Berlino per ringraziare del bel regalo “mamma Angela” la quale – come continuano a scrivere i giornali tedeschi – era perfettamente a conoscenza del “tarocco Wolkswagen”. Ma questi tedeschi hanno innata, in un modo o nell’altro, la mania dei gas?

220px-Volkswagen_logo_2012.svgSicurezza teutonica

“I tedeschi sulle parole non amano scherzare – è scritto nella pagina che “Panorama”, nell’inserto sul “Salone dell’auto di Francoforte”, ha dedicato alla “Wolkswagen” – Quando dicono che una vettura è totalmente nuova è perché sono sicuri di esserci riusciti”.

Finché, però, la vettura totalmente nuova non viene scoperta “taroccata”. E, dunque, i tedeschi sulle parole non amano scherzare, per carità. Ma spesso, come in questo gravissimo caso della “Wolkswagen”, amano imbrogliare.

Meglio una “Maserati”?

“Martin Winterkorn, amministratore delegato della “Wolkswagen” fino al momento in cui è scoppiato lo scandalo delle auto truccate, non se ne andrà – si è saputo meglio – soltanto con una liquidazione di oltre 60 milioni, ma – secondo quanto a suo tempo pattuito – anche con una lussuosa auto della casa”.

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Chissà, però, se l’accetterà. Conoscendo i “suoi polli”, cioé le vetture “Wolkswagen”, potrebbe dire “no, grazie”. E chiedere invece, magari, una “Maserati”.


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