Coronavirus, Radicali Italiani: fase 2 preveda ampia regolarizzazione immigrati a tutela di tutti

Redazione - 28 Aprile 2020

“In vista del passaggio alla fase 2, è quanto mai urgente prevedere una regolarizzazione dei lavoratori stranieri sprovvisti di permesso di soggiorno che non sia limitata al settore agricolo, come nella bozza di decreto di alcuni giorni fa, ma sia quanto più ampia possibile. Rispondere al fabbisogno di manodopera indicato dai rappresentanti di alcuni settori non è l’unica ragione per cui un tale provvedimento oggi è indispensabile: regolarizzare una larga parte dei lavoratori stranieri ora senza documenti, alla stipula del contratto, consentirebbe di combattere la marginalità sociale, l’illegalità, lo sfruttamento e assicurare maggiori diritti e tutele per tutti, soprattutto a livello sociale e sanitario” dichiarano Massimiliano Iervolino e Giulia Crivellini, Segretario e Tesoriera di Radicali Italiani.

“Rispetto alla bozza circolata, con gli altri promotori della campagna Ero straniero, crediamo che vadano fatti interventi migliorativi, a partire dall’estensione, oltre che a tutti i settori lavorativi, anche delle tipologie contrattuali, abolendo il limite del tempo determinato, e dei termini entro i quali presentare domanda per coloro i quali non potranno finalizzarla ora per cause imputabili al datore di lavoro. Da tempo la nostra proposta di legge popolare indica la strada della regolarizzazione: non c’è più tempo per rimandare, il Governo sia coraggioso”.

Ero straniero è una campagna promossa da: Radicali Italiani, Oxfam Italia, Fondazione Casa della carità “Angelo Abriani”, ARCI, ASGI, Centro Astalli, CNCA, A Buon Diritto Onlus, Fcei – Federazione Chiese Evangeliche in Italia, ActionAid Italia, Legambiente Onlus, ACLI, CILD, ASCS – Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione allo Sviluppo, AOI, con il sostegno di numerosi sindaci e decine di organizzazioni. Il titolo della corrispondente proposta di legge popolare è “Nuove norme per la promozione del regolare permesso di soggiorno e dell’inclusione sociale e lavorativa di cittadini stranieri non comunitari” e prevede l’introduzione di un permesso di soggiorno temporaneo per la ricerca di occupazione e attività di intermediazione tra datori di lavoro italiani e lavoratori stranieri non comunitari; la reintroduzione del sistema dello sponsor; la regolarizzazione su base individuale degli stranieri “radicati”; l’effettiva partecipazione alla vita democratica col voto amministrativo e l’abolizione del reato di clandestinità.

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