Cosa vuol dire essere Celiaci?

Redazione - 12 Settembre 2008

E’ doveroso fare una premessa su questo articolo che non vuole sostituirsi ad un prontuario medico o avere la pretesa di essere esaustivo su tutto quello che riguardo il mondo della Celiachia.

Il suo scopo è quello di volere essere informativo e divulgativo su un argomento che ancora ad oggi molti non conoscono.

Che cos’è la celiachia?

E’ in poche parole un’intolleranza alimentare permanente alla gliadina, una componente del glutine, che è presente in alcuni cereali come grano, farro, orzo, segale, avena ed in tutti i prodotti derivati, quali: pane, pasta, crackers, grissini, biscotti, dolci, pangrattato, lievito, caffé d’orzo e surrogati, malto, birra, salsa di soya, cotolette, preparati per brodo, preparati per frittura, preparati per gelati, in alcuni salumi ecc.

Ma cosa succede se il celiaco mangia il glutine?

La gliadina quando arriva nell’intestino scatena una reazione “anomala” di alcune componenti del sistema immunitario che la individuano come “tossica” attivando così la produzione di anticorpi e globuli bianchi verso questa sostanza ma anche contro il tessuto intestinale, a cui consegue una infiammazione cronica con la scomparsa dei villi intestinali.

Questo impedisce all’intestino di assorbire i nutrienti dei cibi in maniera totale e normale, per questo la prolungata ingestione di glutine, inoltre, favorisce la comparsa di altri disturbi seri, come le malattie autoimmuni (il diabete, tiroidite di Hashimoto), i disordini nutrizionali (carenza di calcio e di ferro), ed a lungo andare si può avere una compromissione, talora anche irreversibile, dell’accrescimento (nel bambino), dell’integrità ossea, dell’attività riproduttiva maschile e femminile, della sfera dell’umore ecc…

Come si sviluppa e come si manifesta questa predisposizione alla celiachia?

Il disturbo dipende da un fattore genetico (ereditario); di conseguenza, se in famiglia qualcuno soffre di questo problema il bimbo è più a rischio e, se uno dei genitori è celiaco, vi è una possibilità su 10 che lo sia anche il piccolo.

Non sempre la celiachia si presenta in modo palese. Infatti le sue forme cliniche possono essere molteplici.
La forma tipica ha come sintomatologia diarrea e arresto di crescita (dopo lo svezzamento), quella atipica si presenta tardivamente con sintomi prevalentemente extraintestinali (ad esempio anemia), quella silente ha come peculiarità l’assenza di sintomi eclatanti e quella potenziale (o latente) si evidenzia con esami sierologici positivi ma con biopsia intestinale normale.

Non sempre chi presenta i disturbi sopra elencati è celiaco, ma spesso la celiachia non dà manifestazioni evidenti e viene scoperta casualmente a seguito di qualche esame del sangue o di una gastroscopia.

Come si cura?

Per curare la celiachia, attualmente, occorre escludere dalla dieta alcuni degli alimenti più comuni, quali pane, pasta, biscotti e pizza. Questo implica un forte impegno di educazione alimentare. Successivamente, quando il soggetto segue la dieta priva di glutine comincia ad avvertire un notevole benessere rispetto a prima. Questo ritorno alla salute è generalmente immediato nel bambino; mentre nell’adulto può richiedere qualche tempo, necessario a superare il malessere derivante da una lunga esposizione alla sostanza per lui tossica. Per esempio in Cina, dove il cereale di riferimento è stato finora il riso, la celiachia è pressoché sconosciuta.

La celiachia, che può colpire qualsiasi fascia d’età, è considerata tipica dell’età pediatrica e spesso nell’età adulta non viene presa in considerazione neppure negli ambienti specialistici. L’intolleranza può comparire più o meno acutamente in un periodo qualsiasi della vita, spesso dopo un evento stressante quale una gravidanza o un intervento chirurgico o una infezione intestinale.

Per questi e tanti altri motivi bisogna sapersi informare e capire il proprio corpo e quello del nostro bambino anche a livello psicologico saper supportare la fase iniziale in cui si viene a conoscenza di questa malattia e saperla gestire al meglio, sia a casa, al ristorante che in viaggio.

Con Internet ogni informazione è accessibile e consultabile, tanto che l’Associazione Italiana Celiachia ha nel proprio sito www.celiachia.it tutte le informazioni che possono essere utili, dal prontuario AIC degli alimenti ai ristoranti che hanno adottato questo tipo di cucina, alle analisi da fare fino ai medici da consultare.

Francesca Romana Antonini


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