Dal Palazzo di Giustizia all’ “Expo”- Matteo versus Matteo – “Indignazioni rom”

Fatti e misfatti di aprile 2015
Mario Relandini - 10 Aprile 2015

Dal Palazzo di Giustizia all’ “Expo”

“Un uomo imputato di bancarotta fraudolenta è riuscito ad entrare armato – all’interno del Palazzo di Giustizia di Milano – ha ucciso tre persone e ne ha ferite gravemente altre due”.

I particolari, i nomi dell’omicida e delle sue vittime sono stati dati nei servizi dei telegiornali di oggi e lo saranno nei quotidiani di domani. Quello che qualcuno avrebbe dovuto o dovrebbe chiedersi, invece, è come il Governo – visto che un uomo può perfino entrare armato in un Palazzo di Giustizia – pensa di fronteggiare ed annullare l’azione violenta dei 20 mila “Black bloc” e “Anarchici insurrezionalisti” che si stanno organizzando, in tutto il mondo, per la loro inaugurazione dell’ “Expo”. Fra solo ventidue giorni.

campo romMatteo versus Matteo

“Trovo vergognoso – ha “twittato”, dopo la dura sentenza della Corte di Strasburgo per quanto avvenuto nella scuola “Diaz” di Genova quando Gianni De Gennaro era il capo della Polizia, il presidente del Pd Matteo Orfini – trovo vergognoso che lui, Gianni De Gennaro, sia adesso presidente di Finmeccanica”.

E il “premier” Matteo Renzi? Non ha fatto attendere la sua risposta: “Il Governo non ha alcun dubbio sulla qualità e sulla competenza dell’ex capo della Polizia ed attuale presidente di Finmeccanica”. Così il “premier” Matteo Renzi, dunque, ma il segretario del Pd Matteo Renzi? C’è facilmente da presumere che “i due in uno” la pensino allo stesso modo. Per cui come finirà tra il presidente e il segretario del Pd in clamoroso dissenso su una questione non da poco e così delicata? C’è da scommettere che Gianni De Gennaro rimarrà al suo posto – a meno che non preferisca dimettersi – ma rimarrà al suo posto – a meno che non preferisca a sua volta dimettersi – anche Matteo Orfini?

“Indignazioni rom”

“Grande scandalo e indignazione continua a suscitare – anche in Vaticano – la dichiarazione di Matteo Salvini secondo il quale, dopo avere dato lo sfratto ai “rom”, radere al suolo con le ruspe, dopo sei mesi dall’avviso, i loro insediamenti”.

La Sposa di Maria Pia

Un fatto, però, è certo. Il “problema rom” andrebbe affrontato, una volta per tutte, con normative certe, eque, responsabili, univoche. E,comunque, avrebbero dovuto suscitare scandalo e indignazione anche queste dichiarazioni di due giovanissime “rom”: “In un mese di lavoro faremmo mille euro, ma noi mille euro li facciamo in un giorno. Quindi stiamo meglio a rubare… Se ci dispiace che la vecchietta che scippiamo rimane senza soldi? Non ce ne frega niente, tanto poi deve morire… I poliziotti non ci fanno paura. Ci hanno fermato tante volte, ci prendono, ci portano in Questura, ci fanno le foto, ci prendono le impronte, ci fanno tutte ‘ste cavolate (anche se non hanno detto proprio cavolate) e poi ci rilasciano perché siamo minorenni”. Anche queste – fino a prova contraria – “parole inquietanti” come la Presidente della Camera, Laura Boldrini, ha definito quelle di Matteo Salvini. E nemmeno “frasi stupide” come sentenziato dal pulpito d’Oltretevere.


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