D’Alema 1 – D’Alema 2 – Matteo, Enrico e Cenerentola – Il Pd diversamente berlusconiano

Fatti e misfatti di novembre 2013
Mario Relandini - 27 Novembre 2013

D’Alema 1

“Nel Pd – ha cercato di rassicurare, domenica a Milano, Massimo D’Alema – non vedo un clima da guerra civile”.

Forse sarebbe il caso che Massimo D’Alema cambiasse le lenti dei suoi occhiali da vicino.

D’Alema 2

“La buca scavata e che ancora nessuno ha richiuso a pochi metri dalla sede della mia “Italianieuropei” – ha protestato, ieri a Roma, Massimo D’Alema – è uno scempio vergognoso perché è in pieno centro cittadino mica a Torbellamonaca”.

C’era una volta la periferia cittadina che stava giustamente a cuore a tutti i “leader” di sinistra.

Matteo, Enrico e Cenerentola

“Se il Governo non farà ciò che chiederemo – ha affondato ulteriormente il coltello quel Matteo Renzi il quale continua a sentirsi già nuovo segretario del Pd – “finish””.

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Ma perché, considerato che il Governo si regge su una coalizione, dovrebbe sopravvivere soltanto se farà ciò che sarà chiesto da un Pd eventualmente preso in mano da Matteo Renzi? Non sarebbe né eticamente né democraticamente corretto. Così come non sarebbe stato né eticamente né democraticamente corretto, se avesse fatto soltanto ciò che fosse stato richiesto dal Pdl. Ma considerazioni del genere, forse, a Matteo Renzi non interessano neppure un po’. Quello che sembra sempre più interessargli, invece, è trovare il modo di far cadere Enrico Letta, andare a nuove elezioni e insediarsi lui a Palazzo Chigi. Un sogno? Forse sì, ma forse no. Perché – come canta Cenerentola nel noto film di Walt Disney – “i sogni son desideri di felicità… Se hai fede, chissà che un giorno la sorte non ti arriderà”.

Il Pd diversamente berlusconiano

“In un Paese normale – si è azzardato a dichiarare il deputato Pd Francesco Boccia – si sarebbe deciso di aspettare, prima di votare la decadenza di Silvio Berlusconi da senatore, il parere della Corte costituzionale sull’interpretazione da dare alla cosiddetta “Legge Severino” e una eventuale revisione del processo dopo le carte che, arrivate dagli Usa, verranno ora presentate a nuova difesa”.

Francesco Boccia, onorevole Pd diversamente berlusconiano?

 


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