Dalla Corte dei conti alla Corte costituzionale – Si darà fuoco anche lei? – Responsabilità – La conversione improvvisa di Adriano il duro

Fatti e misfatti di novembre 2013
Mario Relandini - 30 Novembre 2013

Dalla Corte dei conti alla Corte costituzionale

“Per le leggi che hanno reintrodotto il finanziamento pubblico dei partiti – ha sentenziato il procuratore del Lazio della Corte dei conti – va sollevata questione di legittimità costituzionale perché in difformità con quanto proclamato dai cittadini con il referendum del 1998”.

Più che giusto e più che giusto, anche, l’affondo contenuto nella motivazione della sentenza. “Quelle leggi – ha tuonato il procuratore del Lazio della Corte dei conti – sono apertamente elusive e manipolative del risultato referendario facendo ricorso ad artifici semantici come il rimborso al posto del contributo e gli sgravi fiscali al posto di autentici donativi in violazione del carattere giuridico delle erogazioni pubbliche”. Una domanda, però, ai magistrati della Corte dei conti: ma come mai sono dovuti trascorrere ben 25 anni, da quel referendum popolare, prima che uno di loro si decidesse a prendere giustamente di petto quella clamorosa e spudorata manipolazione per mano dei partiti e della casta politica? Ora, comunque, la parola alla Corte costituzionale chiamata in causa. E, per la Corte costituzionale, “qui si parrà la sua nobilitate”.

Si darà fuoco anche lei?

“La signora Tiziana Marrone – ha fatto sapere il “Gazzettino di Bologna” – si è vista recapitare, da Equitalia, una cartella esattoriale con la richiesta di 60 mila euro da pagare”.

Di che cosa si è resa colpevole, per aver ricevuto una simile cartella esattoriale, la signora Tiziana Marrone? Soltanto di essere la vedova di quell’artigiano Giuseppe Campaniello il quale, nell’impossibilità di pagare un cumulo di Irpef, di Iva, di addizionali regionali e di imposte sulle attività produttive, a causa di una crisi voluta non da lui ma dall’attuale situazione economica, si era dato fuoco davanti alla Commissione tributaria di Bologna ed era morto pochi giorni dopo fra atroci sofferenze. Appare dunque incredibile, terrificante, inumano che quei 60 mila euro, che l’artigiano Giuseppe Campaniello non era stato in grado di pagare non per sua volontà, vengano ora chiesti alla signora Tiziana Marrone rimasta, oltre che senza marito e senza la di lui azienda, anche senza alcun lavoro e alcuna assistenza. “E’ la legge – ha voluto discolparsi Equitalia – e, per cambiarla, occorrerebbe che il Parlamento ne varasse una nuova per prevedere casi del genere”. E’ vero. Solo che il Governo, alla disperata ricerca anche di un euro da introitare, figurarsi se voglia rinunciare ai 60 mila euro, anche, di una pur povera vedova senza un centesimo e, per di più, disoccupata. Roba da non credere. Roba da vergognarsi, se qualcuno, nel Governo, fosse capace di farlo.

Responsabilità

“Del crollo dell’ospedale San Giuseppe dell’Aquila in seguito al terremoto dell’aprile 2009 – hanno sentenziato i giudici del Tribunale cittadino – non è responsabile alcuno degli indagati a suo tempo”

Adotta Abitare A

L’unico responsabile, così, resta il terremoto. Che, però, non era stato neppure indagato. E non aveva nemmeno un difensore in Tribunale.

La conversione improvvisa di Adriano il duro

“Adriano Galliani – fino a ieri pomeriggio – aveva confermato di voler lasciare immediatamente la sua carica di amministratore delegato del “Milan” calcio, ma poi è andato a cena dal presidente onorario Silvio Berlusconi, ha mangiato bene, ha gradito un digestivo, ha sorseggiato un caffè e, quando è riuscito dalla villa di Arcore, non aveva più in tasca le sue dimissioni”.

Diavolo di un Cavaliere. Nemmeno è stato disarcionato dal suo destriero nero di senatore che è subito balzato in sella al destriero rosso-nero del suo “Milan” calcio. Nemmeno ha avuto la peggio con il Pd che ha subito avuto la meglio con l’a.d, quell’amministratore delegato milanista il quale è, notoriamente, uno affatto tenero con nessuno. Perché Silvio – hanno colto la palla al balzo i suoi tifosi più politici che sportivi – è un abile intrattenitore e trattenitore. Balle – ha replicato qualche maligno – perché, altrimenti, sarebbe stato capace di intrattenere e trattenere anche Angelino Alfano e i suoi. Il fatto è che Silvio ha tirato fuori dal suo inesauribile cilindro un’altra delle sue magìe che avrebbe incantato, questa volta, l’amministratore delegato Adriano Galliani: un ruolo di dirigente nella rinascente “Forza Italia” e un seggio sicuro a Strasburgo con le prossime elezioni europee.


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