Dalla parte del cittadino per la legalità e la sicurezza

Democrazia partecipata chiede ad Alemanno più sicurezza in V Municipio
riceviamo e pubblichiamo - 17 Giugno 2009

La deliberazione del Consiglio Comunale n. 101 del 14.06.1994 che consente al cittadino di partecipare al governo della città attraverso interrogazioni, interpellanze e petizioni, il “Patto per Roma Sicura” e la Legge 125 del 21.07.2008 che attribuisce al Sindaco nuovi poteri in materia di sicurezza finalizzati al contrasto della criminalità organizzata con il controllo del territorio, hanno indotto i cittadini a sviluppare forme più strutturate di partecipazione sul tema della sicurezza.

In particolare i cittadini del V municipio chiedono a chi amministra Roma:  

– che gli Addetti alla sicurezza (Carabinieri, Polizia, Vigili, Magistrati, ecc.) subiscano una periodica turnazione;
– che beneficino di una più ampia formazione (dal punto di vista culturale, comportamentale, della conoscenza del territorio, ecc.);
– che siano sottoposti a controlli periodici (concernenti il loro operato, ma anche test psico – attitudinali). 

Concentrando l’attenzione sulla situazione in cui versano, la categoria dei commercianti, gli anziani e le donne, troppo spesso oggetto di atti criminosi tanto nel centro storico che in periferia. 
Sulla particolare situazione in cui versa il Municipio V (San Basilio, Tiburtino III, Portonaccio, Colli Aniene, ecc.) – spiegano i cittadini – la criminalità è riuscita persino ad infiltrarsi nelle parrocchie. A Sant’ Atanasio il 23.01.2007 vennero incendiati i capannoni con i carri allegorici, a Santa Maria del Soccorso il 31.01.2007 fu devastata la sagrestie e vennero rubate le ostie…).

Senza poi considerare gli omicidi di commercianti, romasti senza colpevoli. E’ il caso di Lucia Veloccia, titolare di un esercizio commerciale di Articoli per l’Infanzia in via Tiburtina, deceduta per rapina il 21.12.2002. Ma è, anche,  il caso di Vanda De Santis, titolare di uno dei primi elettrodomestici del dopo guerra, nel 1957, a Roma, prima in via del Badile, poi in via Mozart, rinvenuta deceduta il 28.12.2003 insieme al più piccolo dei suoi 3 figli, Giovanni (Ingegnere Informatico che aveva ereditato l’attività), nell’appartamento (A.T.E.R.) di quest’ultimo, in via Grotta di Gregna. Famiglia conosciuta nel quartiere soprattutto in quanto storici sostenitori di ogni attività della Parrocchia di Santa Maria del Soccorso e per il fatto che i tre figli hanno frequentato le vicine scuole cattoliche. In questo caso dal 1987, insieme agli scomparsi sono stati presi di mira altri familiari tra cui la figlia Anna Maria, impiegata al Comune di Roma presso l’ufficio Giuridico del Campidoglio e Politiche Culturali, .

Il caso dopo un anno – racconta Democrazia Partecipata – senza le necessarie indagini, ha subito una frettolosa archiviazione comoda a molte persone. Commercianti del Tiburtino, parrocchiani di Santa Maria del Soccorso e di San Giuseppe Artigiano hanno, a suo tempo, sottoscritto l’istanza di Anna Maria al Procuratore Capo per la riapertura del caso dei suo parenti uccisi.

 


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