Deserto sanità – La farsa del riscatto – Maometto e “Charlie Hebdo”, il Papa e le chiese bruciate

Fatti e misfatti di gennaio 2015
Mario Relandini - 20 Gennaio 2015

Deserto sanità

“Senza immediati investimenti – ha messo nero su bianco la Corte dei Conti – saranno sempre più a rischio i livelli essenziali di assistenza sanitaria”.

Nemmeno era stata diffusa questa notizia che ne è giunta, a dolorosa conferma, un’altra: una donna, all’ospedale “Renzetti” di Lanciano, è morta, sola e senza alcuna assistenza, in uno squallido corridoio, nella barella in cui si trovava in attesa che le fosse trovato un posto-letto in qualche reparto. Questo perché l’ospedale “Renzetti” di Lanciano non solo non ha ricevuto più alcuna sovvenzione, ma, dal 2010 al 2012, è stato costretto a tagliare ben 114 posti-letto. Corte dei conti, dunque, “vox clamantis in deserto”. Ma nel deserto delle dune dell’inefficienza, dell’irresponsabilità, del cinismo. Delle Regioni e del Governo centrale.

La farsa del riscatto

“Quando uno riesce a liberare ostaggi – ha dichiarato Giacomo Stucchi, presidente del Copasir (il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica) – ci sono sempre delle contropartite”.

gentiloni

Paolo Gentiloni

Ma come? Se il Ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, era corso in Parlamento – quando Vanessa Marzullo e Greta Ramelli erano state liberate dopo sei mesi di prigionia jiadista – per dichiarare che tutto era avvenuto senza alcun riscatto? Clamorosa contraddizione, dunque, nelle versioni di due importanti rappresentanti delle Istituzioni. Clamorosa e inquietante. Inquietante e inaccettabile. Perché a dimostrare che Ministro degli Esteri e presidente del Copasir non si parlano neppure – come dovrebbero – ma che, soprattutto, uno dei due non ha detto il vero. A meno che il Ministro degli Esteri, quando ha dichiarato che la liberazione era avvenuta senza alcun riscatto, non avesse voluto intendere senza alcun riscatto in euro. Ma in dollari, magari, in sterline, in franchi svizzeri, in lingotti d’oro. O in qualcos’altro che sa lui. Perchè, se davvero non lo sapesse, che razza di Ministro degli Esteri sarebbe? In questo caso però, visto che sembrerebbe saperlo il presidente del Copasir, perché non farselo dire da lui?

Maometto e “Charlie Hebdo”, il Papa e le chiese bruciate

La Sposa di Maria Pia

“In Niger – durante le ultime violente manifestazioni di protesta contro le vignette su Maometto pubblicate, da “Charlie Hebdo”, a Parigi – sono state incendiate una cinquantina di chiese cristiane”.

Ma che c’entravano, con le vignette di Parigi, le cinquanta chiese nigeriane di Santa Romana Chiesa? E la chiara dissociazione di Papa Francesco da una satira oltre certi limiti, nei confronti delle religioni, non è arrivata anche attraverso le emittenti del Niger? Ecco l’ennesima prova, allora, che le orribili violenze di un certo mondo islamico se ne infischiano, oltre che delle democratiche manifestazioni laiche dell’Occidente, anche dei pii ammonimenti di Santa Romana Chiesa. E che allora, se non si ha il coraggio di reagire in modo unitario e serio, il coraggio, almeno, di non prendersi per i fondelli innalzando inutili muraglie di fragile retorica. Dalle tribune dei vari “mass media” come dai pulpiti delle varie confessioni religiose. Ma, soprattutto, dai più alti scranni delle Istituzioni internazionali.


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