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Donna, madre, moglie, figlia

Ho ricevuto un video, ben costruito ma non bello;  sicuramente importante. Nell’era dei social è tutto più semplice e sbrigativo, infatti il titolo è “troppo bello questo video”. Si guarda , si ascolta, si rispedisce all’amico, al gruppo o ai gruppi . Cosa rimane dopo dieci minuti? Si portano avanti i concetti espressi?, che poi sono molto ma molto profondi!

Come cronista sto imparando a riportare nei miei articoli ciò che vedo e questa volta desidero riportare sulla carta le immagini che ho visto e la voce che ho sentito nel video sopra citato. A voi il giudizio, sempre se mi leggerete, se ci sono riuscito.
Di solito si fa il  contrario, da un libro nasce una sceneggiatura e poi un film.
Suona la campanella di entrata in una scuola media o delle superiori e le ragazze con i ragazzi si incamminano nell’atrio, percorrono i corridoi per poi entrare nella classe di appartenenza. Come è d’uso fra ragazzi, nel parlare le voci non si tengono basse e quindi ogni piccolo dialogo diventa un “vociare” incomprensibile.
La lezione sta’ per iniziare ed entra i classe l’insegnante e trova tutti gli alunni seduti al proprio banco e in silenzio. Dopo qualche secondo inizia il suo “interessante monologo”:
  • ragazzi alzatevi in piedi
  • no, scusate, mi riferivo solo ai maschi, le femmine possono risedersi
  • ho una cosa importante da dirvi, prestatemi la massima attenzione, per favore
  • state molto attenti a far piangere una donna, perché Dio conta le sue lacrime
  • la donna è uscita dalla costola dell’uomo, non dai piedi per essere calpestata, né dalla testa per essere superiore, ma dal fianco per essere uguale, un po’ più in basso del braccio per essere protetta, dal lato del cuore per essere amata.
  • voi, domani sarete uomini, fidanzati, compagni, mariti e padri e avete questa grande fortuna grazie ad una donna ,che vi ha generato
  • amate le donne importanti della vostra vita, e quando non riuscite più ad amarle preservate loro il rispetto
  • vi dico questo  perché purtroppo anche oggi un’altra donna è stata uccisa da un uomo 
  • ma come considerare uomo, colui che compie un tale gesto
  • quindi cari studenti vi chiedo un piccolo gesto, un impegno
  • ma prima di chiederlo a voi, lo chiedo a me stesso 
  • ogni volta che apprenderemo una notizia di un femminicidio, io porterò un fiore a mia moglie e voi scriverete un biglietto d’amore alle vostre compagne di classe
  • vi sembrerà stupido, vi sembrerà poco, ma cominciamo con il fare qualcosa 
  • noi, pochi in questa classe, nella speranza che poi qualcuno ci segua, nella nostra  scuola, nel quartiere e poi chissà  che il messaggio non diventi contagioso e arrivi a tutti i ragazzi e agli uomini di domani.
Tutto si riaggancia, gli uomini di domani! Aiutiamoli.  Non so’ se il mio direttore lo permetterà ma vorrei allegare un link di un articolo di Alessandro D’Avenia che involontariamente si aggancia a quanto sopra espresso .
https://www.corriere.it/alessandro-d-avenia-ultimo-banco/21_settembre_20/perdere-voce-0807a2bc-193f-11ec-af75-f327f3924e85.shtml

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