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Fatti e misfatti di agosto 2015
Mario Relandini - 26 Agosto 2015

Dopo i funerali Casamonica 4

“Ci sono stati – ha dichiarato, a proposito degli scandalosi funerali del capoclan Vittorio Casamonica, il prefetto Gabrielli, incaricato di una informativa per il Governo – ci sono stati, soltanto, “errori di comunicazione” fra le varie autorità che avrebbero dovuto vigilare ed intervenire”.

Prefetto Gabrielli, con tutto il rispetto, altro che soltanto “errori di comunicazione. Va bene il buonismo, ma non sarebbe il caso di esagerare. Specialmente perché si è trattato, ancora una volta, di un gravissimo episodio di cui si è resa protagonista la grande malavita romana. Anche a proposito degli scandalosi funerali del capoclan Vittorio Casamonica, insomma, non è che non abbiano funzionato telefoni, fax, telegrammi o mail. Non hanno funzionato alcuni organi istituzionali. I quali, ora, sarebbe giusto che pagassero – senza tanti impropri buonismi – le loro gravi responsabilità.

Foto Ansa.it

Foto Ansa.it

Dopo i funerali Casamonica 5

“Ma come mai per l’ennesima volta – questa volta in coincidenza con il “caso funerali Casamonica” – il sindaco Ignazio Marino non era presente a Roma e comunque, una volta conosciuto il fattaccio, non è tornato precipitosamente?”

Ipotesi: non era presente a Roma per la solita diabolica casualità o per una sua furbastra dote di preveggenza. Non torna ogni volta, conosciuto il fattaccio, per mancanza di senso di responsabilità o per l’incapacità di essere un vero uomo. Ora poi – come hanno informato i giornali – starebbe nei Caraibi a scrivere le sue memorie. Come, modestamente, Christopher Hitchens o David Rockefeller. E mica avrebbe potuto fermarsi, per tornare a Roma, al capitolo 17: avrebbe potuto portargli sfortuna.

Dopo i funerali Casamonica 6

La Sposa di Maria Pia

“Nemmeno l’assessore comunale alla legalità ed ex pubblico ministero antimafia Alfonso Sabella – comunque – è tornato a Roma dopo il “fattaccio Casamonica””.

La sua – diciamo così – giustificazione: “Per non dare soddisfazione a quei signori che, con il loro funerale cafone, hanno sfidato la città”. Funerale solo “cafone”, dunque, e non un nuovo schiaffo malavitoso a Roma, il cui arrogante fragore è stato avvertito in tutto il mondo. E, se c’è stata una sfida alla città, una più una meno, che volete che sia? “Aggio a ruinà ‘e fferie?” Davvero incredibile per una persona del suo presente e del suo passato. Ma questi – si sa – continuano purtroppo ad essere i successori di Romolo. Dannata lupa che non se li mangia.


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