Dopo i gufi gli sciacalli – Tito l’ingenuo – Parità di genere

Fatti e misfatti di aprile 2015
Mario Relandini - 16 Aprile 2015

Dopo i gufi gli sciacalli

“Per chi ama il “Libro della giungla” di Kipling – ha infiocchettato il suo intervento, durante la Direzione del Pd, Matteo Renzi – dico che fuori di qui ci sono tanti Tabaqui”.

Tabaqui? Sì, proprio tanti sciacalli i quali – così come descrive Kipling nel “Libro della giungla”, appunto, lo sciacallo Tabaqui – “vanno in giro a far malanni e a raccontare frottole… che vanno soggetti alla rabbia… e dimenticano che hanno sempre avuto paura di tutti e si danno a correre per la foresta e mordono tutto ciò che trovano sulla strada perché la rabbia è il peggior nemico che possa capitare a un animale selvatico”. Solo che, ecco, con chi ce l’avrà avuta, precisamente, Matteo Renzi?
Fuori di lì, dalla Direzione del Pd, con i suoi contestatori interni o con tutti i contestatori esterni del suo Governo? Un fatto preoccupante, comunque, per lui. Perché gli sta crescendo intorno, allora, una fauna sempre meno invidiabile: dopo i gufi gli sciacalli. Con la segreta speranza che non gli arrivino addosso, un giorno, anche i pescicani.

Lavoro: Poletti, ridurre rendite, aumentare opportunità giovaniTito l’ingenuo

“Il Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti – smentendo il nuovo presidente dell’Inps, Tito Boeri – ha voluto ricordare che il Governo ha già espresso chiaramente di non voler procedere, né all’interno della “spending review” né con qualche eventuale intervento “ad hoc”, alla riduzione delle pensioni superiori ai duemila euro”.

“E adesso – si è chiesto il solito birichino “forzista” Renato Brunetta – che farà, adesso, Boeri?”. Una cosa, forse, dovrebbe farla con urgenza. Dopo essersi brillantemente specializzato in materie economiche, dovrebbe cominciare gli studi in materie politiche. E imparare subito a memoria un principio fondamentale: certi provvedimenti, anche se si volessero prendere davvero, non andrebbero mai annunciati alla vigilia di una consultazione elettorale. Specialmente se, come quella parziale regionale del 31 maggio, di grande rilevanza e di possibili ripercussioni anche a livello nazionale.

Parità di genere

“Ma, ora che la candidata pd ligure alle regionali, Raffaella Paita, è stata iscritta nel registro degli indagati per i reati di omicidio e di disastro colposi in riferimento all’alluvione tra l’8 e il 9 ottobre scorso a Genova – si stanno chiedendo gli elettori – come si comporterà il partito?”

Dar Ciriola

In ossequio alla parità di genere, magari, la manterrà al suo posto. Vincenzo De Luca, condannato in primo grado per peculato, candidato in Campania, è stato lasciato al suo posto. Come non lasciare al suo posto, allora, la candidata ligure Raffaella Paita appena appena indagata, e non condannata, ancorché per omicidio e disastro colposi? Il “premier” Renzi, martedi scorso a Genova, aveva promesso che si sarebbe “sdraiato” a sostegno della sua Raffaella. Peccato che ora, su di lui e sulla sua Raffaella, si siano sdraiati, pesantemente, i due pubblici ministeri Gabriella Dotto e Patrizia Ciccarese.


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti