Ecoitaliasolidale, mascherine: Nel Lazio torna obbligo, ma ancora senza programmazione di raccolta e smaltimento

Redazione - 3 Ottobre 2020

“Con la riapertura delle scuole  vi è stato un ulteriore fabbisogno  quotidiano di  11 milioni di mascherine  per studenti e personale scolastico, ed ora nel Lazio l’ordinanza prevede l’uso anche all’aperto.

Che fine faranno tutte queste mascherine, peraltro per quasi totalità monouso,  una volta utilizzate e come verranno raccolte neanche una parola”.

È quanto sostiene  in una nota Piergiorgio Benvenuti, Presidente del Movimento Ecologista Ecoitaliasolidale.

“Le mascherine prosegue Benvenuti – quindi saranno obbligatorie a scuola  nei momenti dinamici,  quando ci sono contatti e rischi concreti, mentre nei momenti statici la mascherina può essere abbassata, mentre nel Lazio ad eccezione dei minori di 6 anni e di chi fa attività motoria si dovrà  utilizzare anche all’aperto.

“Con la recente apertura delle scuole si è previsto  quindi un fabbisogno di circa 220 milioni di mascherine mediamente al mese e pertanto quasi 2 miliardi all’anno. Prima dell’apertura delle scuole  -prosegue Benvenuti- si  ipotizzava un fabbisogno di circa 40 milioni di mascherine al giorno,  oltre un miliardo al mese, che hanno prodotto  300 tonnellate di rifiuti quotidiani. Ora con gli 11 milioni di mascherine per le scuole i rifiuti quotidiani salgono a circa 384 tonnellate quotidiane e nel Lazio a breve lieviterà per il diffuso utilizzo all’aperto,  esteso praticamente a tutti i 5,8 milioni di residenti nel territorio.

“Proseguiamo a sostenere come Ecoitaliasolidale che  abbandonare le mascherine in terra vuol dire lasciare in natura oggetti fortemente inquinanti, che potrebbero anche essere contagiosi, dispositivi  prodotti in polipropilene o altre materie plastiche e quindi mettendo a rischio ancor di più l’ambiente. Anche una piccola percentuale di abbandono fuori ogni regola produrrebbe causare un inquinamento di forte rilevanza per l’ambiente.

“Da tempo stiamo proponendo -prosegue Benvenuti-  una raccolta apposita magari con contenitori simili a quelli utilizzati per la raccolta dei farmaci all’ingresso delle farmacie, da posizionare anche all’ingresso dei supermercati e centri commerciali e chiaramente ora presso gli istituti scolastici”.

“Ma non solo – prosegue Benvenuti – vi è altresì la necessità di prendere in considerazione la produzione nazionale, mascherine certificate ma che possono essere riutilizzabili, produzione in Italia maggiormente controllabile per i materiali utilizzati, oltre a garantire una diminuzione dell’inquinamento complessivo collegato al trasporto. Infine dettare   regole certe e uguali in ogni Regione non solo per la raccolta,  ma anche per  le modalità di smaltimento finale.

“Invitiamo pertanto anche il Ministro dell’Ambiente Costa ad intervenire per competenza in quanto non è impossibile omettere una adeguata programmazione di raccolta straordinaria dei dispositivi  -conclude Benvenuti- nei plessi scolastici ed ora nel Lazio per la nuova ordinanza.


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