Ecoitaliasolidale, Roma continua a risultare tra le città più inquinate d’Italia

Redazione - 9 Dicembre 2022
La giunta Gualtieri sta proseguendo con le inutili domeniche ecologiche nella Capitale e con una Fascia Verde allargata, imposta senza conoscere le esigenze delle zone coinvolte, soprattutto senza ottenere risultati.
Dalle recenti rilevazioni riscontrate dall’ARPA Lazio, sette centraline su 13 (ed in particolare Cinecittà, Castel di Guido, Fermi, Bufalotta, Cipro, Tiburtina e Arenula) evidenziano che i valori delle Pm10 hanno superato il limite di legge di 50 microgrammi al metro cubo.
A fronte di valori altamente nocivi per la popolazione, l’indicazione del Comune di Roma a Giunta Gualtieri è di preferire veicoli elettrici, moderare la velocità e spegnere il motore se non necessario quando si è in giro per la città ed in ogni caso un consiglio su tutti: stare a casa.
In questi anni si è fatta solo demagogia ed i blocchi delle auto più inquinanti per alcuni giorni, in recepimento di normative nazionali e regionali, non hanno  dato risultati positivi per l’aria che respirano i romani.  Vorremmo ancora una volta ricordare che Roma è fra le peggiori città italiane in tema di performance ambientali e vivibilità, anche secondo il dossier Ecosistema urbano dello scorso anno, trovandosi all’89esima posizione su 105, in fondo alla classifica per le scarse performance ambientali. Peggio di Roma nel territorio della Regione Lazio c’è solo Latina al 98esima posizione.
Questo è il commento di Piergiorgio Benvenuti, Presidente Nazionale del Movimento Ecologista Ecoitaliasolidale e di Fabio Rosati, Vice Presidente del Movimento Ecologista e responsabile del Centro Studi sulla Mobilità.
Troppe le carenze e le inefficienze nel trasporto pubblico per consentire ai romani e ai pendolari di lasciare in garage i mezzi privati. Grazie alle inefficienze del TPL romano e ad i mezzi ATAC diesel 3 (oltre duecento in circolazione), la situazione non cambierà e le centraline continueranno a rilevare sforamenti dei livelli di polveri sottili. Tre i principali inquinanti delle aree urbane: le polveri sottili (PM10 e PM2.5) e gli ossidi di azoto – in particolar modo il biossido di azoto (NO2) – ritenuti dalla comunità scientifica internazionale come i marker principali che determinano la qualità dell’aria che respiriamo ma soprattutto gli inquinanti che determinano prevalentemente l’insorgenza di effetti sanitari cronici sul sistema respiratorio e cardiovascolare e che determinano mediamente oltre 50mila morti premature all’anno solo in Italia. Proprio sul biossido di azoto (NO2) Roma risulta essere tra le città più inquinate d’Italia secondo il rapporto Mal’Aria di Città 2022.
Ancora una volta chiediamo –proseguono Benvenuti e Rosati – di sospendere la pratica delle Domeniche ecologiche a Roma, inutili e dannose, valutare le reali cause dell’inquinamento adottando invece soluzioni adeguate come il controllo costante dell’emissione dei riscaldamenti soprattutto dei grandi uffici e delle mega strutture commerciali, un adeguato e più moderno trasporto pubblico, l’effettivo utilizzo dei mobility manager, mobilità alternative, la necessità di sforzi costanti di decarbonizzazione in tutti i settori emissivi. E’ necessario, specie sul trasporto pubblico, un incremento delle frequenze, una regolarità delle corse ed una garanzia, per chi si sposta con i mezzi pubblici, di un orario di partenza ed arrivo.
C’è inoltre la necessità di accelerare sul rinnovo della flotta del TPL romano (anche su quello delle linee metropolitane alla luce delle recenti disdette di forniture da parte della società aggiudicataria di gara), occorre un piano di riqualificazione energetica dell’edilizia pubblica e rendere sostenibile l’ultimo miglio della distribuzione delle merci.
L’amministrazione guidata dal Sindaco Gualtieri, a distanza di oltre un anno dal suo insediamento, non ha prodotto soluzioni efficaci a difendere l’ambiente –concludono  Benvenuti e Rosati – né tantomeno un miglioramento nella qualità del trasporto pubblico cittadino. E quel che è peggio, che a parte proclami su nuovi progetti, la realtà esistente del TPL romano è lasciata a se stessa.

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