Esposito il “tana libera tutti”- Ora almeno scioperano – Scambio di cortesie – Nemmeno il giudice di “Pinocchio”

Fatti e misfatti di ottobre 2015
Mario Relandini - 4 Ottobre 2015

Esposito il “tana libera tutti”

“L’Atac (l’azienda romana dei pubblici trasporti) – per i disagi che uno “sciopero bianco”, per tutto luglio, aveva creato disagi e messo ko la metropolitana – aveva deciso provvedimenti giustamente severi: 248 contestazioni disciplinari, sospensione per 50 macchinisti, allontanamento dal servizio per altri 10 (con decurtazione sulla busta-paga) per oltre dieci giorni”.

Perché “aveva” deciso e non “ha” deciso? Perché non se ne farà più nulla dopo che una lettera, inviata dall’assessore alla mobilità Stefano Esposito, ha sostanzialmente chiesto, ai dirigenti dell’Atac, di soprassedere e di annullare ogni provvedimento disciplinare. Stefano Esposito, dunque, tifoso becero e sboccato, bestemmiatore e, ora, protagonista di un vergognoso “tana libera tutti”. Questo ed altro, insomma, meno che serio assessore comunale.

VigiliOra almeno scioperano

“Da lunedi – hanno avvertito Cgil, Cisl e Uil – i vigili urbani di Roma inizieranno una serie di scioperi”.

Giusti che siano o no questi scioperi, comunque, la città non ne risentirà: i vigili urbani di Roma, infatti, non si vedono in giro neppure quando non scioperano.

Scambio di cortesie

“Il Ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini – nell’ambito del convegno sul tema “Gli stati generali del turismo sostenibile” – ha portato in giro, su una bici ferroviaria degli Anni Venti, il Governatore forse sì forse no della Campania, Vincenzo De Luca”.

La Sposa di Maria Pia

Uno scambio, evidentemente, di cortesie. Il Governatore forse sì forse no della Campania, almeno da un anno, sta infatti portando in giro, con le sue continue “vincenzate”, “premier”, ministri e sottosegretari.

Nemmeno il giudice di “Pinocchio”

“Un pescatore di Rimini – stanco di vedere il figlio “marinare la scuola” e di restare, da mattina a sera, davanti ai videogiochi – ha cominciato a rimproverarlo alzando, spesso, la voce”.

Il figlio si è convinto di star sbagliando? Macché: si è rivolto al giudice perché si è sentito “aggredito”. Il giudice gli ha risposto che, se lui ci pensava bene, aveva ragione suo padre a rimproverarlo anche alzando la voce? Macché: gli ha dato ragione e ha condannato il padre giustamente severo, ad un anno e quattro mesi, per “violenza psicologica”. Il padre, d’accordo, ha poi avuta sospesa la pena. Ma il figlio ha ricevuto, praticamente, il nulla osta per continuare a “marinare la scuola” e per restare, da mattina a sera, davanti ai videogiochi. Bravo giudice riminese: una sentenza così non l’avrebbe emessa neppure il celebre inquietante giudice del “Pinocchio” di Collodi.


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