Falchi e coccodrilli – Il ritorno di Saccomanni sull’Imu – Un Luciano Canfora da naftalina

Fatti e misfatti di novembre 2013
Mario Relandini - 7 Novembre 2013

Falchi e coccodrilli

“Francesco Merlo – in un editoriale apparso su “La Repubblica” – ha cercato di convincere il Ministro Anna Maria Cancellieri, facendo sfoggio di una retorica scaltramente opportunista, a rimettere il suo mandato e, quindi, a gettare in seria crisi il Governo Letta”. “Il Governo Letta – ha invece parlato chiaro e tondo, da emiliano schietto, Pierluigi Bersani – non è idoneo a far ripartire il Paese”.

Due nuove clamorose conferme, allora, che non sarebbero soltanto i “falchi” Pdl a volere la caduta del Governo Letta. Che, insomma, ci sarebbero anche dei sinistri coccodrilli pronti a divorarselo.

Il ritorno di Saccomanni sull’Imu

“Per l’abolizione della seconda rata dell’Imu – è tornato alla carica il Ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni – è difficile trovare le risorse”.

Ma, a questo punto, il Ministro Saccomanni c’è o ci fa? Se ci fa, sarebbe serio che finalmente la smettesse. Se c’è, farebbe bene a chiedere dove trovare le risorse, magari, al suo barbiere o al suo fruttivendolo. Loro, infatti, lo saprebbero molto bene. Come il resto degli italiani. Anche quelli con la licenza elementare. Tagliando seriamente i vari costi della politica e i vari sprechi burocratici, cioè, abolendo le Provincie, rinunciando ai costosissimi catorci F35″, alienando tutti gli immobili dismessi. Tanto per fare, soltanto, qualche semplice esempio concreto.

Un Luciano Canfora da naftalina

“Stalin – ha scritto, su “Il Corriere della sera”, il filologo classico e storico politico Luciano Canfora – ha fatto, nei suoi venticinque anni di potere assoluto, una grande e potente Russia e di ciò è bene che si ritorni a dargli merito”.

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Peccato che il grande filologo classico e storico politico Luciano Canfora non abbia scritto anche che, per fare grande e potente l’Urss in quei venticinque anni, Stalin abbia fondato il suo potere assoluto su terrorismo di Stato, repressioni, purghe politiche, deportazioni, “gulag” e carestie il cui tributo, in termini di sangue, è stato calcolato – dagli storici più benevoli – in non meno di 15 milioni di morti. Un suo improvviso vuoto di memoria? Una sua adesione straordinariamente cinica al principio di Machiavelli secondo il quale è lecito al Principe, se fa “gran cose”, violare ogni regola della morale comune? Una sua nostalgia canaglia? Sia come sia, con tutto il rispetto, un Canfora il quale, invece di essere pubblicato con grande evidenza, si sarebbe dovuto mettere sotto naftalina.


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