Franco e Caino – La pancia di Giorgia – Apprezzabile Barracciu – Il “Giggino” riabilitato

Fatti e misfatti di ottobre 2015
Mario Relandini - 22 Ottobre 2015

Franco e Caino

“Il prefetto Franco Gabrielli – a chi gli ha chiesto se, secondo lui, il sindaco di Roma, Ignazio Marino, se ne sarebbe poi andato spontaneamente – ha preso in prestito la Bibbia e ha così risposto: “Sono forse io il custode di mio fratello?””

La frase, insomma, con la quale Caino rispose, al Dio della Bibbia, dopo avere ucciso suo fratello Abele. Franco come Caino, dunque, e Ignazio come Abele? Molto, molto improbabile. Solo una “gaffe”, allora, di chi sa fare tante cose, come il prefetto Gabrielli, ma non sa fare le “battute”. E perciò, per favore non le faccia. Soprattutto nel suo interesse.

giorgia-meloniLa pancia di Giorgia

“Giorgia Meloni, “leader” di Fratelli d’Italia”, sarebbe – secondo un “servizio” apparso su “Novella 2000” – in “stato interessante”. “Macché – ha però tenuto a precisare lei – è solo arrivato il momento di mettermi a dieta”.

Sollievo di un vecchio e irriducibile comunista: ” Meno male. Non verrà alla luce un fascista in più”.

Apprezzabile Barracciu

“Il sottosegretario alla Cultura, Francesca Barracciu – rinviata a giudizio, a Cagliari, con l’accusa di peculato aggravato per un uso improprio dei fondi in dotazione al Pd quando era nel Consiglio regionale sardo – ha lasciato il suo incarico governativo. E il “premier” Renzi ha definito il gesto “molto apprezzabile””.

Senza dubbio molto apprezzabile. Ma ancor più apprezzabile sarebbe stato, se il sottosegretario Francesca Barracciu “si fosse” e non “fosse stata” dimessa.

Il “Giggino” riabilitato

“Il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris – che era stato rinviato a giudizio con l’accusa di abuso d’ufficio per avere intercettato telefonate di alcuni parlamentari senza la dovuta autorizzazione – nemmeno quarantott’ore dopo essere stato “mazziato” in punto di diritto dalla Corte costituzionale, ha ricevuto ” ‘nu babà”, dalla Corte d’appello di Roma, che lo ha invece assolto, in punto di fatto, “per un episodio che non costituisce reato” E che, se pure avesse dovuto costituire reato, sarebbe stato dichiarato prescritto”.

Complimenti, a scelta, alla Corte d’appello di Roma o al sindaco Luigi De Magistris. Il quale, uscito vincitore dal processo, ha così commentato: “Per me è la fine di una profonda sofferenza”. Certamente. Ora, però, “Giggino ‘o sindaco” si dia da fare, almeno, per porre fine alle profonde sofferenze di Napoli. Stia tranquillo: nessuno, per questo, lo accuserebbe di abuso d’ufficio.


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