“Gaffe” 1 – 2

Fatti e misfatti di ottobre 2013
Mario Relandini - 24 Ottobre 2013

“Gaffe” 1

“Ora però – ha dichiarato, appena eletta Presidente della Commissione parlamentare antimafia senza i voti del Pdl, Rosy Bindi – dovremmo ritrovarci tutti uniti sulle finalità e sugli scopi di questa istituzione che sono quelli di combattere la lotta alla mafia”.

Rosy Bindi, allora, non ha capito che le finalità e gli scopi della “sua” Commissione sono quelli di combattere la mafia e non quelli di combattere la lotta alla mafia? Non ha capito, cioè, che non deve combattere contro se stessa, ma contro i mafiosi di ogni risma? Una “gaffe” – l’ha giustificata qualcuno – dovuta, magari, al frastornamento del risultato appena ottenuto faticosamente. Ma, anche, un punto a favore per quanti, nello stesso suo partito, non hanno visto di buon occhio la sua elezione.

relandini fotoCome il “renziano” Davide Faraone il quale, senza mezzi termini, ha dichiarato che – al di là di “gaffe” e non “gaffe” – sarebbe il caso di un ripensamento per favorire l’elezione di un nuovo Presidente con i requisiti giusti. E, però, diabolici “renziani”: nel partito no, nelle presidenze nemmeno. Non si uccidono così i nonni. Anche se un po’ in confusione.

“Gaffe” 2

“La Giunta per il regolamento – ha confermato il Presidente del Senato, Piero Grasso – si riunirà il 29 prossimo per decidere, anche, se la decadenza di Silvio Berlusconi dovrà essere votata a scrutinio segreto o a scrutinio palese”.

Fin qui nulla di nuovo e nulla su cui ridire. Ma il Presidente del Senato non si è limitato a questa conferma. Di nuovo e su cui ridire, infatti, quanto subito da lui aggiunto: che cioè, se il voto sarà segreto, “bisognerà vedere se sarà davvero un voto di coscienza o se, piuttosto, dipenderà da interessi diversi”. Il che potrebbe essere anche vero. Ma non avrebbe dovuto essere detto da lui il quale, come Presidente del Senato, dovrebbe sempre tenere una doverosa terziarietà e, anche, non cercare di influenzare, con sue dichiarazioni pubbliche e ufficiali, quanto la Giunta per il regolamento sarà chiamata a decidere il 29 prossimo. Una “gaffe” anche la sua? Potrebbe darsi. Allora, però, comincerebbero ad essere troppe e troppo autorevoli. Con il sospetto di essere, alle volte, proprio volute.


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