Giovanni Paolo II vescovo di Roma e pastore del mondo

Il 1° Maggio 2011, sarà comunque per Roma una giornata indimenticabile

La città di Roma vive la vigilia del 1° Maggio 2011, giorno della beatificazione di Karol Wojtyla, con sentimenti forti, passioni, indifferenza e timori, ma con una consapevolezza: sarà comunque, una giornata che non si dimenticherà facilmente. Evitando di usare parole e aggettivi che possono falsare l’importanza dell’evento che si terrà a S.Pietro.

In questo periodo, in modo particolare, Giovanni Paolo II viene ricordato con articoli, libri, video, ma la sua testimonianza pastorale dall’ottobre 1978 all’aprile 2005, come Sommo Pontefice, è scolpita nel cuore di credenti e non credenti, che hanno avuto la fortuna di conoscerlo, di vederlo e di ascoltarlo.

A partire dall’improvvisato discorso dalla Loggia Centrale, subito dopo l’elezione a Papa, che concludeva: “anche se non so, non potrò, bene spiegarmi nella vostra, nella nostra lingua italiana, se mi sbaglio mi corigerete.”

Nella piazza l’applauso fu immenso. La folla fu come incantata, dalla visione di un papa che sbagliava la grammatica e lo faceva con la massima semplicità e disinvoltura.

La vocazione, del futuro papa, si manifestò dopo il liceo. Per evitare la deportazione in Germania fece l’operaio presso una cava di pietra, della fabbrica Solvay, vicino a Cracovia, poiché la Polonia fu la prima nazione ad essere occupata dai nazisti nella seconda guerra mondiale.

Poi l’Università, il seminario, e il 1°novembre 1946 l’ordinazione sacerdotale nell’Arcivescovado.

L’impegno pastorale, dalla parrocchia alla formazione dei giovani, dall’insegnamento universitario alla conoscenza dei paesi europei, le battaglie per la giustizia sociale e la democrazia insieme ai lavoratori polacchi, la nomina a Vescovo e successivamente a Cardinale nel giugno 1967, durante il pontificato di Paolo VI.

Giovanni Paolo II, è il primo papa straniero dopo 455 anni.

Un pontificato che ha saputo contemperare l’impegno di Vescovo di Roma (visitando sostanzialmente tutte le parrocchie della Diocesi di Roma,dalla prima il 3 dicembre 1978 alla Garbatella all’ultima a S.Enrico a Casal Monastero, il 17 febbraio 2002, quindi 301 su 333 parrocchie) e di Pastore della Chiesa Cattolica Universale (recandosi in tutti i continenti e incontrando popoli in 127 nazioni).

Nel rapporto speciale del Santo Padre con la propria Diocesi di Roma, esistono episodi, testimonianze, fatti, aneddoti, che rendono la figura di Karol Wojtyla, un uomo,un sacerdote, un pastore,una persona conosciuta da sempre,uno di cui potersi fidare, perché si è impegnato con grande determinazione, per dare alla Chiesa la coscienza del loro ruolo nel mondo.

Ricordare, ad esempio, quanto accadde il 21 marzo 1988, nell’incontro al Borgo Don Bosco in via Prenestina.alla parrocchia di Gesù Adolescente, contribuisce a conoscere Giovanni Paolo II come il “buon padre di famiglia “.

All’arrivo del papa una folla immensa era in attesa, e la chiesa poteva ospitare un decimo dei presenti, il Papa capì la situazione, diede disposizione di celebrare la S.Messa nei campi sportivi, fra lo stupore generale e superando il ferreo cerimoniale ,e tutti i presenti parteciparono alla celebrazione.

In oltre 26 anni di pontificato, ha dato indicazioni attraverso encicliche, discorsi, scritti, che sono di una attualità impressionante, basti pensare alla pace, al dialogo con le altre religioni,ai giovani, e al magistero sul lavoro, ove la sfida globale significa ripensare l’economia e i modelli di sviluppo al fine di renderli sempre più umani e sostenibili.

Se per Leone XIII e per la prima enciclica sociale – la Rerum novarum -la questione sociale si enucleava nella giusta tutela e promozione del lavoro,oggi per Giovanni Paolo II la questione del lavoro non può essere scissa dai flussi migratori, dal controllo dei movimenti finanziari e dalla lotta alla povertà.

Il 1° maggio il grande Karol sarà beatificato, sarà una grande festa di popolo che verrà a Roma da tutte le parti del mondo, a noi romani, a molti di noi, la gioia e la speranza che il Suo insegnamento possa favorire una cultura di pace, di giustizia e di solidarietà.

Il mondo, ma l’Italia in particolare, ha bisogno di esempi e di punti di riferimento concreti, testimoniati anche nella difficile sofferenza del fine vita da Giovanni Paolo II.

Commenti

  1. alessio di benedetto  

    Karol Wojtyla, eletto papa col nome di Giovanni Paolo II nel 1978, annunciava che la corruzione del clero, dei vescovi, preti e frati e la loro perversione sessuale, che miete vittime fra ragazzini e ragazzine, non escluse le donne altrui e le suore, sono da ascrivere totalmente alla depravazione dei costumi ed alla degradazione della morale nella “società moderna”. Insomma, noi abbiamo abbandonato la fede nel cattolicesimo (ormai solo il 17% in Europa lo è effettivamente) ed ecco i risultati! Ma è poi vera un’idea del genere o è un modo piuttosto imbarazzante di trarsi d’impaccio di fronte al dilagare della pedofilia che ha colpito in particolare il suo pontificato, insieme con tutti gli scandali finanziari della Banca Vaticana o IOR e i finanziamenti in nero alla sua Polonia affinché Walesa si liberasse dal giogo comunista, l’attentato alla sua persona, il delitto degli Estermann nella Santa Sede, la sparizione della giovane Emanuela Orlandi, le collusioni con i regimi sanguinari dell’America del Sud, l’Opus Dei, la P2 di Licio Gelli, il programma controriformistico e di restaurazione della Chiesa arcaica medievale, fedelmente seguito da Ratzinger nell’attuale pontificato… In realtà, come abbiamo ampiamente dimostrato nel presente studio, la corruzione morale del clero ha attraversato come una gigantesca stella, visibile di giorno e di notte, la vera storia del papato. Tuttavia, la differenza essenziale delle epoche precedenti rispetto a quella contemporanea consiste nell’analfabetismo che allora regnava incontrastato, un ostacolo insormontabile alla conoscenza delle vicende reali, delle cospirazioni e dei complotti che hanno segnato in maniera indelebile la nostra società. La mancanza altresì dei mezzi di comunicazione di massa impediva alle notizie di raggiungere ogni angolo più remoto della Terra. Infine, il poderoso controllo, avuto in passato dall’Ekklesia sui governi aristocratico-fascisti e sui loro organi di giustizia civile, ha impedito che fossero inquisiti i responsabili di esecrandi abusi sessuali. In tempi recenti, il cosiddetto Decreto Salvapreti dell’attuale governo clericofascista di Berlusconi ha approvato norme analoghe al più fosco passato: non è permesso ai giudici mettere sotto controllo il cellulare di un sacerdote se non si ha preventivamente l’autorizzazione del vescovo, del cardinale ed infine del papa. Il che equivarrebbe a dire ai terroristi, impegnati in un attentato, che le forze dell’ordine stanno organizzando una retata per incastrarli. Suvvia, se fossimo almeno coerenti in questa italietta neofascista dovremmo procedere in questo modo e proporre che il Decreto Salvapreti venga esteso anche ai mafiosi, agli eversori ed agli spacciatori. Insomma, non so se ci rendiamo conto del sopruso continuo a cui ci sottopone il Vaticano: per indagare su un cittadino italiano si deve chiedere il permesso ad uno stato straniero . Come vedremo più avanti, invece, proprio certe intercettazioni telefoniche hanno permesso di incastrare, nell’ultimo decennio in particolare, delinquenti matricolati che - proprio perché preti - speravano di essere immuni da ogni indagine da parte delle leggi civili e penali dello stato in cui operavano. Ciononostante, se non ci fosse stata la presa di coscienza civile, politica ed etica del mondo dei fedeli e dei laici non si sarebbero mai e poi mai potuti liberare tutti i demoni della malvagità, corruzione e pedofilia che albergano nei palazzi dell’oligarchia ekklesiastica e nei loro paradisi immorali e fiscali. da: LA RELIGIONE CHE UCCIDE COME LA CHIESA DEVIA IL DESTINO DELL’UMANITÀ (Nexus Edizioni) 517 pagine, 130 immagini, € 25 http://www.shopping24.ilsole24ore.com/sh4/catalog/Product.jsp?PRODID=S H246200038 http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la-religione-che-uccide.php http://shop.nexusedizioni.it/libri_editi_da_nexus_edizioni_la_religion e_che_uccide.html http://www.macroedizioni.it/libri/la-religione-che-uccide.php http://www.unilibro.it/find_buy/findresult/libreria/prodotto-libro/aut ore-di_benedetto_alessio_.htm http://alessiodibenedetto.jimdo.com/novita-2010/ http://alessiodibenedetto.blogspot.com/2010/04/fuori-della-chiesa-non- ce-salvezza.html

  2. Paolo  

    Un grande Santo da cui prendere esempio!!

2 commenti su “Giovanni Paolo II vescovo di Roma e pastore del mondo

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