Giulio e il grido dei senzavoce

La lettera di un ragazzo di Centocelle al giornalista-scrittore Massimo Gramellini
Enzo Luciani - 20 Febbraio 2013

Giulio, un ragazzo di Centocelle, ha scritto una lettera a Massimo Gramellini, vice direttore de La Stampa e autore del fortunato bestseller “Fai bei sogni”. Avrà tempo il celebre giornalista di rispondere a Guilio? Noi ci auguriamo di sì. Intanto ecco la lettera di Giulio

Buonasera Massimo, mi chiamo Giulio ho 16 anni e sono un suo lettore. Lei è uno dei giornalisti che stimo di più ed è proprio questa stima che mi ha spinto a scriverle.
Mi rendo conto che durante la campagna elettorale sia facile dimenticare quella parte del popolo che ancora non ha ricevuto la tessera elettorale…ma noi ci siamo e urliamo le nostre preoccupazioni, nonostante ai più faccia comodo fingere che non abbiamo voce. Confido che almeno lei abbia il coraggio di farci parlare.
Vorrei appellarmi a chi dovrà andare a votare il 23 e il 24 febbraio, vi scrivo da figlio, da nipote, da fratello, vi scrivo perché ho la consapevolezza che queste elezioni cambieranno la storia di questo paese, ma soprattutto vi scrivo perché siete chiamati a mettere una X sul nostro futuro; dovrete decidere se l’ essere cittadini del mondo sarà una nostra scelta e non una necessità, se le lauree che prenderemo ci garantiranno il futuro per cui abbiamo lavorato. Vi scrivo perché io e tutte le generazioni future stiamo affidando al vostro giudizio la nostra vita: la macchina che guideremo, dove segneremo i nostri figli ( e di conseguenza i vostri nipoti ) a scuola e il tipo di istruzione che riceveranno…beh sappiate che tanto dipenderà da voi. Tenete in alto il buon nome dell’ Italia, dimostrate che non siamo un popolo di ingenui, che non avete dimenticato la “politica” degli ultimi vent’anni, ma soprattutto dimostrate buon senso. Per questo vi prego di non farvi comprare dalle facili promesse di sogni che già sapete verranno infranti, premiate la competenza, premiate l’onestà e fate capire a tutti, politici e non, che merita di governare chi sa parlare ai cuori delle persone e non al loro portafoglio. Si dice che andare a votare sia sintomo di responsabilità civile…bene vi siete presi la responsabilità di farci nascere, date valore alle nostre vite, non scambiate il nostro futuro per l’Imu.

Giulio Massa

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