Giunta capitolina approva schema di convenzione sociale per nuove forme di abitare

Redazione - 15 Luglio 2020

Disciplinare le modalità di locazione, fruizione e gestione degli alloggi e dei servizi comuni degli interventi di housing sociale: è una delle modalità cui l’Amministrazione punta a sviluppare nuove forme integrate di abitare con quote destinate anche all’emergenza abitativa. Questo l’obiettivo dello schema di convenzione approvato dalla giunta capitolina.

L’interesse dell’Amministrazione è incrementare, nel proprio territorio, la disponibilità di alloggi a canone agevolato destinati a coloro che non sono in grado di accedere ad alloggi sul libero mercato ma allo stesso tempo non hanno diritto a case di Edilizia Residenziale Pubblica. Giovani coppie, particolari categorie di lavoratori, forme di coabitazione, l’housing sociale favorisce la gestione in comune di servizi, spazi e pratiche innovative dell’abitare.
Inoltre con la convenzione si vuole: rendere efficace e trasparente la gestione di questo patrimonio abitativo pubblicizzandone, a carico dei soggetti privati, la disponibilità e gli elenchi degli alloggi disponibili; individuare forme di gestione sociale che contribuiscano a creare comunità; garantire la durata effettiva del vincolo locatizio dotandosi degli strumenti necessari per vigilare sul corretto adempimento da parte dei proponenti dei patti convenzionali; acquisire nella disponibilità di Roma Capitale alloggi da destinare all’emergenza abitativa ricchi di nuove tipologie di servizi e integrati in mix sociali articolati.

Tale schema di convenzione, che il soggetto attuatore dovrà sottoscrivere con Roma Capitale prima del rilascio dei titoli abilitativi, prende spunto dall’applicazione del Regolamento regionale del 2012, poi aggiornato nel 2015, a favore del perseguimento delle finalità sociali degli interventi in housing sociale per estendere la tutela anche al patrimonio prodotto da altri strumenti urbanistici e definisce in particolare:

–      la durata della convenzione (15 anni);
–      le tipologie abitative offerte;
–      la tipologia dei servizi all’abitare offerti;
–      i criteri e le modalità per la definizione dei canoni di locazione degli alloggi sociali;
–      la durata dei vincoli di locazione;
–      i requisiti e gli obblighi dei destinatari degli alloggi sociali;
–      le modalità di gestione sociale dell’intervento e gli obblighi del soggetto gestore.

Al fine di sperimentare modalità innovative di gestione sociale degli alloggi, il soggetto attuatore potrà affidare la gestione sociale ad un Gestore Sociale che avrà il compito di: curare gli aspetti legati all’attivazione e gestione della comunità come coinvolgere gli abitanti nella cura degli spazi comuni, promuovere e sostenere i processi decisionali della comunità, promuovere iniziative rivolte alla comunità con il coinvolgimento del mondo dell’associazionismo e delle realtà attive sul territorio, prevedere l’assistenza per le persone in difficoltà nella gestione delle proprie economie attraverso percorsi dedicati.

Diverse le tipologie di offerta abitativa previste: locazione a lungo termine, locazione con facoltà di riscatto a favore del conduttore per una quota non superiore al 30% della SUL residenziale destinata a housing sociale, alienazione con vincolo di locazione di lunga durata per una quota non superiore al 15% della SUL residenziale destinata a housing sociale prima della scadenza del termine ad un fondo immobiliare o altro soggetto privato. Il prezzo di vendita dell’alloggio non può essere superiore alle quotazioni minime OMI della microzona di riferimento del semestre precedente il trasferimento di proprietà.

Inoltre: per quanto riguarda la locazione a lungo termine, una quota non inferiore al 50% dovrà essere riservata a soggetti appartenenti a particolari categorie sociali. Una quota non inferiore al 10% della SUL residenziale destinata ad alloggi sociali deve essere riservata a Roma Capitale per tutta la durata della convenzione sociale al fine di sostenere nuclei in emergenza abitativa; ancora sempre per lo stesso scopo, per gli interventi la cui realizzazione derivi da cessione o trasferimento di diritti edificatori precedentemente di proprietà di Roma Capitale una quota non inferiore al 30% della SUL residenziale destinata ad alloggi sociali deve essere riservata a favore di Roma Capitale per tutta la durata della convenzione.
L’individuazione dei destinatari degli alloggi avverrà esclusivamente tra coloro che abbiano presentato la manifestazione di interesse.

La convenzione prevede anche l’individuazione di unità immobiliari aventi destinazioni non residenziali, “Unità Immobiliari per Servizi” destinate ad ospitare servizi integrativi urbani, locali e per l’abitare. Luoghi di costruzione e consolidamento della comunità di abitanti.
Il Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica avrà quindi il compito di produrre e sottoscrivere la Convenzione sociale con i soggetti attuatori dei comparti edilizi e il Dipartimento Patrimonio e Politiche Abitative di vigilare sulla corretta applicazione delle prescrizioni contenute nella convenzione e di pubblicare gli avvisi di offerta alloggi sociali.
“La città torna a pianificare anche sull’abitare per rispondere ai bisogni reali. Mettiamo in campo nuovi strumenti che ci permettono di attuare diverse soluzioni: l’acquisto di nuovi immobili da acquisire al patrimonio di Roma Capitale, il Piano Strategico che delinea i criteri generali e i diversi atti per il superamento della condizione di emergenza abitativa in un percorso strutturato. In questo lavoro il rapporto tra pubblico e privato è fondamentale. La delibera sulla convenzione sull’housing sociale vuole definire regole chiare tra i soggetti anche nella realizzazione di abitazioni con mix funzionali che aiutino più cittadini possibile a vivere meglio all’interno di una comunità”, dichiara la Sindaca Virginia Raggi.

“Si tratta di un atto che si inserisce nel solco delineato nelle linee guida e gli indirizzi dati dal Programma strategico sul tema dell’abitare che l’Amministrazione ha da poco approvato. Diamo una prima attuazione attraverso un dialogo sano tra pubblico e privato favorendo la realizzazione di abitazioni che abbiano al loro interno mix funzionali articolati e capaci di integrare soggetti diversi e che rendano i luoghi comunità. L’obiettivo primario è fornire risposte ai bisogni abitativi di chi non è in grado di sostenere il mercato libero della casa, né in possesso dei requisiti per accedere alla casa popolare, garantendo il diritto fondamentale all’abitare. Un lavoro iniziato da una approfondita analisi dei valori economici e dei fabbisogni sociali prendendo atto del crescente disagio abitativo e delle potenzialità legate a nuove forme di abitare. Abbiamo già importanti esperienze in corso che dimostrano la qualità del percorso intrapreso e la possibilità del dialogo su un tema così delicato ma che allo stesso tempo coinvolge un numero importante di abitanti della nostra città”, dichiara l’assessore all’Urbanistica Luca Montuori.

“Entra nel vivo la nostra strategia per dare risposte strutturali all’emergenza abitativa nella Capitale. Dopo la recente decisione di acquistare immobili esistenti e riconvertirli in alloggi popolari, abbiamo ora approvato lo schema di Convenzione Sociale con cui, per la prima volta, definiamo la gestione e i controlli per gli alloggi in housing sociale, compresi i servizi connessi ai progetti e alla comunità legata a queste nuove abitazioni. Non solo, con la Convenzione Sociale costruiamo un percorso per avere la disponibilità di una quota di alloggi da destinare ai soggetti e alle famiglie più deboli. Abbiamo infatti previsto che una percentuale fissa degli alloggi dell’housing sociale, realizzati sia su proprietà privata che su quella pubblica, vengano riservati a Roma Capitale per far fronte all’emergenza abitativa. Provvedimenti concreti che ci permetteranno di dare soluzioni efficaci e a lungo periodo ad un’urgenza sentita da tanti cittadini”, sottolinea l’assessora al Patrimonio e alle Politiche Abitative Valentina Vivarelli.


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