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I residenti del palazzo incendiato di largo Franchellucci denunciano l’abbandono istituzionale

A parole erano stati tutti solidali ma, quando si è trattato di passare ai fatti, sono tutti spariti come capita piuttosto spesso alla politica. Nove mesi fa il rogo che provocò tanti danni, una vittima e diversi ustionati. Poi abbiamo assistito alle passerelle politiche e ai sostegni del Comune e del Parlamento che non hanno prodotto nulla, nemmeno il contributo affitti per chi ha dovuto lasciare il proprio appartamento per motivi di sicurezza.

La denuncia arriva dai residenti del palazzo bruciato di largo Franchellucci alla trasmissione “Siamo noi” di TV2000. Due signore che furono ustionate hanno raccontato le sofferenze subite per le ferite e l’intossicazione da fumo, per le quali sono state intubate e sono ancora in cura per le lesioni riportate. Le due signore hanno sostenuto diverse spese per curarsi senza alcun sostegno. Un incendio che ha stravolto la vita di 80 famiglie senza un minimo di aiuto istituzionale. Nessun sostegno psicologico a chi ne aveva bisogno e nessun sostegno economico per chi sta sostenendo spese per integratori medicinali e ristrutturazioni di appartamenti.

L’avvocato Ivo Sangiorgio che rappresenta i condomini nelle azioni legali ha evidenziato come queste famiglie sono fuori di casa dal 2 giugno 2023 senza preavviso e molte di loro non hanno potuto prelevare nulla dai loro appartamenti: “Abbiamo avuto interlocuzione con il Parlamento, con la Regione Lazio e con il Comune di Roma ma, ad oggi, queste persone sono totalmente abbandonate a se stesse. C’è anche un altro problema. Noi abbiamo completa fiducia nella giustizia e nella Procura di Roma ma, in questo caso, i tempi non sono idonei e non servono a queste persone perché a tutt’oggi non sono state accertate le cause e le aree sono ancora sequestrate.”
Ma la problematica maggiore è la criticità dei bonus che hanno consentito ristrutturazioni di efficientamento energetico dei palazzi dei condomini ma che ha provocato i cosiddetti crediti incagliati cioè quando i lavori non vengono portati a termine nei tempi previsti e per i condomini sussiste il chiaro rischio di perdere le agevolazioni e le detrazioni fiscali e si rischia di essere condannati a un esborso notevole.

A causa del rogo e dell’impossibilità di utilizzare le agevolazioni del superbonus 110% si rischia che, al termine dei lavori dopo il dissequestro del cantiere in assenza di altra normativa, i condomini dovranno farsi carico di completare le opere a loro carico per un valore di 5 milioni e seicentomila euro.
Tutto questo equivale a gettare sul lastrico 80 famiglie… e la gente si chiede dove sia lo Stato.

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