III Municipio: centinaia di adesioni ai Centri ricreativi estivi

Caudo: "È il momento di investire, subito, nella scuola e nei servizi annessi"
Redazione - 30 Giugno 2020

«L’infanzia e l’adolescenza al centro – informa in una nota Giovanni Caudo, Presidente del Municipio III. – E’ questo il senso dell’attivazione di Summer town, il progetto municipale orientato ad ampliare l’offerta di centri estivi del territorio (quasi tutti attivati o in procinto di partire in questi giorni) dei centri sportivi operativi dal 15 giugno e dell’iniziativa ‘Scuole aperte’, rivolto in particolare a bambine e  bambini più fragili, segnalati dai servizi sociali e con disabilità.»

«Centinaia sono le persone di età compresa tra i 3 e i 14 anni – continua il Presidente  – che in queste ore stanno beneficiando di questi servizi resi possibili dall’impegno del nostro Municipio. Lo sbocco di un iter concitato e forse faticoso, ma indispensabile».

«Quanto consegniamo ai più piccoli e ai giovani, infatti, in termini di opportunità, conoscenza, socialità e confronto negli anni della loro formazione primaria e secondaria – conclude Caudo – ritornerà indietro a un intero sistema Paese. E’ un investimento cruciale. Non si può ricostruire in maniera seria alcuna economia se non si parte da qui».

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«Quest’anno sembrava impossibile, in effetti è stato complicato, ma soprattutto é stato necessario – spiega Claudia Pratelli, Assessora alla scuola del Municipio III. – Dal 15 giugno sono infatti attivi i centri sportivi estivi del territorio – ne abbiamo aperti ben 7- e sono partiti o in procinto di partire i 13 centri ricreativi estivi ‘Summer town’. Dopo mesi di lock down queste giornate di gioco, arte, amicizia ed esplorazione sono ancora più preziose per le bambine e i bambini».

«E’ occorso un grande lavoro di squadra con le scuole, le associazioni, i privati e con le Associazioni sportive affidatarie dei centri sportivi municipali – aggiunge l’Assessora – ma ora i più piccoli, relegati ai margini delle politiche nazionali e comunali di questi ultimi mesi, possono finalmente riprendersi i propri spazi vedendosi garantiti sport e movimento, gioco, piscina, apprendimento e soprattutto relazioni sociali in mezzo al verde e con un approccio innovativo.»

«Il 20% del recovery fund sia destinato alla scuola»

“E’ il momento di investire, subito, nella scuola e nei servizi annessi – sostiene il presidente Caudo. – E’ il momento di far capire ai più giovani che sono il punto di partenza e il riferimento di un intero apparato statale. Mi domando se i giovani, a cui in queste ultime settimane sono state negate la scuola, lo sport e la cultura e a cui oggi pare sia stata consegnata solo l’opportunità della movida, che tipo di futuro vedano davanti a sé».

«Nei giorni scorsi – dichiara Caudo – durante un’assemblea pubblica, effettuata nel pieno rispetto delle norme di sicurezza anti covid, abbiamo sollevato una proposta: che il 20% o almeno una quota significativa delle risorse del recovery fund siano destinate alla scuola predisponendo un progetto pluriennale di interventi strutturali. Il paese si ricostruisce a partire dalla scuola.
E’ vero che il fondo ha tempi che non si conciliano con la ripresa della scuola a settembre, ma possiamo far fronte all’emergenza di inizio anno scolastico se abbiamo un programma pluriennale serio e finanziato per la rinascita della nostra scuola come sistema di accesso universale.»


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