Il 73% dei romani non confermerebbe sindaco Marino – L’ultima carta di Gianfranco il disperato

Fatti e misfatti di luglio 2015
Mario Relandini - 3 Luglio 2015

Il 73% dei romani non confermerebbe sindaco Marino

“Se si andasse a votare oggi – il sondaggio è stato di “Demos” per “La Repubblica” – il 73% dei romani non voterebbe per l’attuale sindaco Ignazio Marino”.

Ma perché? Non perché ritenuto responsabile di “Mafia Capitale”, ma perché il sistema malavitoso di corruzione e di illeciti, che ha persino coinvolto in parte anche il suo partito, è poi cresciuto “a sua insaputa”. Oltre che per questo “omesso controllo”, però, per sette elettori su dieci anche per “omesso governo”. Valutando negativamente, cioé, il lavoro svolto dalla sua Amministrazione. I romani, ove chiamati oggi alle urne, per chi voterebbero allora? Non dunque per lui, anche se lui è convintissimo del contrario, e, però, neppure per un altro del suo partito. Voterebbero per il candidato del “Movimento 5 stelle”. Che si piazzerebbe quindi al primo posto, anche se seguito a ruota dal Pd, con il centrodestra e una eventuale lista civica a molto lunghezze, gli altri “non pervenuti”. Una conferma, insomma, del motivo per il quale né Renzi né Berlusconi, ai quali due non si sa chi Ignazio Marino stia più “sulle scatole”, non stanno insistendo più di tanto per sloggiarlo dal Campidoglio e continuano a fare uno sforzo notevole per tenerlo lì. Nella speranza di tempi migliori.

berlusconi-300x199Alt ai “portoghesi” in “Forza Italia”

La “tesorina” di Silvio Berlusconi e tesoriera di “Forza Italia, Maria Rosaria Rossi, ha avuto mandato di proporre, all’Ufficio di presidenza, l’esonero dagli incarichi di partito di tutti i rappresentanti che non sono in regola con i contributi dovuti”.

I mancati versamenti (ben il 40% dei parlamentari nazionali e locali) hanno costretto la disperata Maria Rosa a mettere in vendita, per andare nel frattempo avanti, alcuni immobili. Alcuni, ma non tutti, perché Silvio non ha intenzione di andare a tenere le sue riunioni e i suoi incontri negli androni delle stazioni. Così come ha fatto capire di non avere più intenzione di coprire le spese di “Forza Italia” con ripetuti suoi interventi personali. Zio Silvio, dunque, ha deciso di non vestire più i panni di “Babbo Natale” O tutti versano quanto dovuto, appunto, o via dalle poltrone (alcune anche ricche) che stanno occupando a sbafo. “Portoghesi” avvisati mezzi salvati.

L’ultima carta di Gianfranco il disperato

“Se Berlusconi mi invitasse domani a prendere un caffé con lui – ha fatto sapere Gianfranco Fini – ci andrei sicuramente”.

Gianfranco Fini – come si vede nelle rare foto che ancora gli vengono scattate – prende sempre molto sole e, dunque, resta difficile distinguere fino a qual punto sia di bronzo la sua faccia. Ma questo “bronzesco” far sapere, comunque, sta a testimoniare a qual punto sia arrivata la disperazione di un Gianfranco il quale le ha provate tutte per rientrare in gioco, ma è sempre ricaduto con il didietro per terra. Ora, quindi, la “carta Berlusconi”. Anche se il rischio è molto grande: quello di riprendere eventualmente il discorso con Silvio, non ritrovarsi di nuovo d’accordo e dover drammaticamente dire: “Che fai, ora mi cacci dal bar?”.


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