Il bello del vietato – La “mala Pasqua” di Angelino – Quell’aria sempre più pesante in Campania e in Puglia

Fatti e misfatti di aprile 2015
Mario Relandini - 3 Aprile 2015

Il bello del vietato

“Graziano Del Rio – come ripreso da un fotografo – è arrivato, al suo nuovo Ministero alle Infrastrutture, in bicicletta”.

Concorrenza sleale, però, con il biciclettaro sindaco di Roma, Ignazio Marino, perché lui, Graziano, ha pedalato quasi sempre senza mani. Ma, evidentemente, anche senza occhi aperti perché – sempre come ripreso dal fotografo – per buona parte del percorso anche in direzione vietata. Bella gara, comunque: un sindaco che, quando non va in bicicletta, parcheggia in sosta vietata e un Ministro che, quando non va in auto, in direzione vietata pedala.

Angelino Alfano

Angelino Alfano

La “mala Pasqua” di Angelino

“Il “premier” Renzi – prima di ritrovarsi nella settimana dopo Pasqua, con Angelino Alfano, per concordare con lui l’affido del Ministero degli Affari regionali – gli ha praticamente imposto, intanto, di proporre una donna per ripristinare la “parità di genere” all’interno di Palazzo Chigi”.

Come augurargli, insomma, la “mala Pasqua”. Perché, ora, l’Angelino, prima dello scadere del Lunedi dell’Angelo, dovrà vedersela con ben quattro aspiranti una più tosta dell’altra: Dorina Bianchi, Federica Chiavaroli, Erminia Mazzoni e Valentina Castaldini. Proporrà una delle prime due con manifeste simpatie per Matteo Renzi o, per non irritare subito i suoi nuovi alleati dell’Udc e collegati, le seconde due con simpatie per Ferdinando Casini e per Comunione e liberazione? Se si dovesse proprio scommettere, si dovrebbe verosimilmente puntare sulla scelta di Dorina Bianchi la quale, in più, ha la “chance” di essere grande amica della pupilla renziana Maria Elena Boschi. Ma si vedrà. Anche perché il senatore Gaetano Guagiariello e altri esponenti del partito, evidentemente più coraggiosi del loro “leader”, hanno fatto capire di non essere d’accordo su questa nuova imposizione del “premier” Renzi. Il quale – fanno osservare – quando dal Governo è uscita Federica Mogherini, il Matteo l’ha sostituita con Paolo Gentiloni il quale, fino a prova contraria, è un uomo. Beh, appunto – potrebbe replicare il “premier” – proprio perché io ho scelto di sostuire una donna con un uomo, voi, adesso, dovete scegliere una donna per ripristinare la “parità di genere” venuta meno nel Governo. Pensando dentro di sé: “Se non fanno quello voglio io, che me li tengo a fare?” E l’Angelino, che vuole continuare ad essere tenuto, ignorerà le perplessità di una parte del suo partito e ubbidirà, ancora una volta, al “capo”. Ma certo, per lui, che “mala Pasqua”.

Quell’aria sempre più pesante in Campania e in Puglia

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“Credo che i vertici del Pd si augurano che vinca il “forzista” Caldoro, quindi cercherò di aiutarli a vedere questa speranza realizzata. L’84% dei nostri elettori – secondo un sondaggio del “Corriere della sera” – non vuole Vincenzo De Luca e io sto con quell’ 84%”.

La forte dichiarazione è di quel deputato pd Guglielmo Vaccaro il quale, nella regione, non è una pedina da quattro soldi. E il quale, già che c’era, ha anche arringato i suoi compagni campani con un’altra ancor più forte dichiarazione: “I vertici del Pd, rispetto al Sud e alle sue complessità, sono inadeguati. Renzi il Sud non lo ha nemmeno in agenda e, se la Serracchiani verrà in un Circolo da queste parti, nessuno la saluterà. Non basta fare una legge per Taranto e promettere, e poi non mantenere, un commissario per Bagnoli”. Aria sempre più pesante, insomma, per il Pd in Campaania. Come sempre più pesante si fa, in Puglia, l’aria per “Forza Italia”. Perché il “sempre più ribelle” Raffaele Fitto sembra ormai intenzionato a presentarsi con una propria lista e dare “buca” a Berlusconi. Il quale rischia addirittura di rimanere senza un suo candidato perché il designato ufficiale Schittelli sta meditando di lasciare o di passare, addirittura, nelle file del “sempre più ribelle”. Con “Forza Italia” all’ultimo momento, così, senza un candidato sicuro e ufficiale. Campania e Puglia, dunque, sempre con un belvedere sul Tirreno e sull’Adriatico, ma certo non sul loro mare di polemiche e di trame.


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