Il “colpo” sparato da “Il Giornale” – Al Senato come all’osteria – La beatitudine del “senatore archistar”

Fatti e misfatti di novembre 2013
Mario Relandini - 28 Novembre 2013

Il “colpo” sparato da “Il Giornale”

“Colpo di Stato” ha così titolato la votata decadenza di Berlusconi, in prima pagina, “Il Giornale”.

Un titolo, cioè, al limite del ridicolo. Perché, certo, ognuno è liberissimo di ritenere – con più o meno ragioni – che nei confronti di Berlusconi ci sia stato un “particolare trattamento politico-giudiziario”, ma dovrebbe sapere che i veri colpi di Stato sono ben altra cosa. Quelli, sì, davvero sconvolgenti sotto ogni aspetto e, alle volte, perfino sanguinari.

Al Senato come all’osteria

“Dopo avere sistemato Berlusconi – ha urlato con convinzione Beppe Grillo – ora toccherà agli altri”.

Avanti a tutta forza, dunque, sulla rotta della distruzione agognata di tutti i partiti e, di conseguenza, delle Istituzioni repubblicane. Verso una dittatura, insomma, “stellare”. Cullati da questo sogno perverso, intanto, molti senatori “grillini”, subito dopo la proclamazione della decadenza di Silvio Berlusconi, hanno stappato in aula bottiglie di spumante e hanno brindato come se stessero all’osteria. Il Senato, quindi, per ora un’osteria. Poi si vedrà.

La beatitudine del “senatore archistar”

“Essere attaccato da Bondi e da Gasparri – ha replicato ai due, i quali lo hanno accusato di essersi presentato in aula solo il giorno in cui si trattava di espellere Berlusconi, l’architetto senatore a vita Renzo Piano – è sublime, è una pura beatitudine”.

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Ironia dall’alto di un suo “grattacielo”? Si sarebbe potuto pensare anche questo. L’architetto senatore a vita Renzo Piano, però, è stato proprio lui a dare la motivazione autentica di quella sua replica. “Sono abituato ad essere attaccato – ha testualmente detto – dai costruttori ai quali non piace il mio lavoro”. E si sa che, per quanto possano essere stati feroci gli attacchi di Bondi e di Gasparri, nulla mai in confronto a quelli dei costruttori i quali – com’è noto – “parlano come magnano” e non hanno remore a mandare in un certo posto anche il più famoso degli “archistar”.

 

 


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