Il governo chiude le porte in faccia alle persone colpite dal rogo del 2 giugno a Colli Aniene

Una storia che ha dell’incredibile: il palazzo colpito dal rogo del 2 giugno è sotto sequestro e non possono essere completati i lavori del 110 % iniziati a suo tempo. Il governo, anziché trovare una soluzione, chiude le porte in faccia a chi è rimasto senza casa. Non si può chiedere a chi ha già vissuto un’immane tragedia (con morti e feriti) di pagare anche per i lavori che non sono stati fatti. Questa storia non ha colore politico, tutti devono appoggiare i cittadini che da sette mesi non sono riusciti a tornare a casa.

Anche il Presidente del IV Municipio Massimiliano Umberti si è espresso sulla questione attraverso un post Facebook che qui di seguito riportiamo.

“GOVERNO CHIUDE PORTE A SPERANZE CITTADINI COLLE ANIENE – Oggi la maggioranza di governo ha bocciato l’emendamento promosso da tutto il Partito democratico e presentato dal deputato Andrea Casu, che chiedeva una deroga al bonus 110 per le famiglie vittime dell’incendio di Colli Aniene del 2 giugno. Senza l’ok del governo quei cittadini saranno costretti a pagare anche i costi del bonus oltre ai danni fisici e psicologici derivati dall’incendio”.

Lo dichiara in una nota il presidente del Municipio Roma IV, Massimiliano Umberti.

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“Molte famiglie pagano il mutuo, devono pagare i danni e stanno pagando in molti casi anche un affitto per una casa dove vivere finché non riavranno la loro – aggiunge Umberti -. Il voto contrario della destra li costringerà a pagare anche tra i 10 e i 50 mila euro ad appartamento per il bonus 110 che per cause di forza maggiore non è terminato nei tempi previsti dalla legge. La destra ha votato tutti gli atti del Pd che in Campidoglio e in Parlamento hanno chiesto una proroga di umanità per queste famiglie ma all’atto pratico ancora non ci sono fatti”.
Il minisindaco del Municipio IV di Roma, quindi, spiega che “insieme ai miei consiglieri ho seguito dalla prima ora queste persone e siamo determinati a farlo ancora, anche portando avanti nuove azioni di sensibilizzazione come quella fatta nei pressi del parlamento qualche giorno fa insieme ai cittadini del palazzo di largo Nino Franchellucci. Siamo determinati – conclude Umberti – a ottenere un atto di giustizia che al di là delle schermaglie politiche non può non essere concesso per una questione di giustizia sociale”.

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