Il secco no di Draghi – Se il messaggio di fine d’anno è stato registrato – Lo schiaffo dell’economista Thomas Piketty

Fatti e misfatti di gennaio 2015
Mario Relandini - 2 Gennaio 2015

Il secco no di Draghi

“Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, il quale in tanti vedrebbero molto bene come successore di Giorgio Napolitano al Quirinale, ha seccamente precisato – in una intervista al quotidiano economico tedesco “Handelsbatt” – “non voglio essere un politico””.

C’è da capirlo.

ezb-chef-mario-draghi

Mario Draghi

Se il messaggio di fine d’anno è stato registrato

“Ci sarebbero prove e testimonianze – secondo quanto pubblicato da alcuni giornali – sul fatto che il messaggio di fine d’anno del Capo dello Stato non sia avvenuto “in diretta”, ma sia stato trasmesso registrato dopo l’eliminazione di alcune pause eccessive e di alcuni momenti di incertezza e di preponderante commozione”.

Qualcuno, per questo, ha mostrato scandalo. Se scandalo c’è stato, tuttavia, non è per il fatto che un Capo dello Stato quasi novantenne, per di più stressato da una situazione politica sempre più caotica, non sia stato in condizione di affrontare una “diretta”. E’ per il fatto che il suo intervento sia stato presentato, invece, come una “diretta”. Oltre che ingannevolmente, anche stupidamente. Perché non ci sarebbe stato nulla di male. Anzi gli italiani, sicuramente, avrebbero sentito il Capo dello Stato ancora più vicino a loro, una persona ancora più uguale a loro, anche lui con tutte le loro incertezze ed emozioni. Sarebbe interessante conoscere da chi sia venuta la decisione di comportarsi in modo così inutilmente ipocrita nei confronti dei cittadini utenti. O sarà tutto “fascicolato” tra i segreti di Stato?

Lo schiaffo dell’economista Thomas Piketty

La Sposa di Maria Pia

“Non sta al Governo decidere chi sia da onorare – con queste parole il famoso economista e scrittore francese Thomas Piketty ha rifiutato la Croce della Legion d’onore – Il Governo si preoccupi, piuttosto, di rilanciare la crescita della Francia e dell’Europa”.

Un gesto del genere, in Italia, non avverrà mai. In Italia, pur di far precedere la qualifica di cavaliere o di commendatore al nome sui biglietti da visita, c’è infatti chi arriverebbe o è già arrivato a vendersi l’anima al diavolo. E c’è chi cerca o ha già cercato, affannosamente, raccomandazioni, spinte e sponsorizzazioni. Pur non essendone, molte volte, neppure meritevole. I “casi” non sono mai mancati e, se spesso sottotraccia, continuano a non mancare.


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti