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Il Tullio Levi Civita e la sua grande festa… di inizio anno

Organizzata con successo strepitoso dai ragazzi, dai professori e dal personale non docente del liceo scientifico

Io ne viste cose che voi umani non potreste immaginarvi: lampioni accesi nella notte che hanno fatto risplendere i sorrisi di ragazzi impegnati a divertirsi insieme agli adulti che ogni giorno contribuiscono alla loro formazione; braccia pronte ad aiutare perché tutto riesca nel migliore dei modi; giovani attori e musicisti interpretare brani e suonare con passione ed emozione così da permettere a tutti di partecipare. Tutti quei momenti non andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia, è tempo di riprendersi la gioia di condividere insieme e lavorare per un obbiettivo comune.

Buon anno ragazzi!

La meravigliosa festa che si è svolta il 7 giugno 2022 nel cortile del Liceo Scientifico Statale Tullio Levi Civita (Via Torre Annunziata, 11/13) non è stata una comune festa di fine anno, al contrario è stata l’inizio di quello che sarà il prossimo anno scolastico e, a giudicare da quanto è stato realizzato ieri sera, sarà un magnifico anno!

Centinaia di ragazzi che, felici e sudati, hanno cantato, ballato, chiacchierato con professori, personale scolastico e genitori presenti; soddisfatti e fieri nel mostrare il risultato del loro impegno: il cortile tirato a lucido, tavoli e sedie disposti in maniera ordinata per le consumazioni, il palco e tutto l’impianto di amplificazione perfettamente funzionante.

Una tradizione che ha origini lontane la festa del Tullio Levi Civita, una tradizione che da oltre un decennio si rinnova e che contribuisce a realizzare una vera comunità scolastica: la scuola non solo vista come luogo di apprendimento ma come momento -non temporale, ma fisico- siamo pur sempre parlando di un liceo scientifico- di formazione.

Nata ormai nella notte dei tempi, nata per aiutare una scuola gemellata del Camerun (purtroppo la collaborazione si è interrotta per le enormi difficoltà civili e politiche vissute da quel paese negli anni) non è mai venuta meno allo spirito iniziale: insieme, tutti, ognuno per la propria parte e le proprie competenze, possono contribuire al bene comune. Una tradizione che, ogni volta, rinnova nei ragazzi la consapevolezza di voler contribuire con il proprio operato al benessere di altri. Se purtroppo i rapporti con il Camerun si sono persi nel tempo, non si sono perse le intenzioni inziali ed anche quest’anno tutto il ricavato sarà devoluto in qualche attività concreta di aiuto; ancora non sappiamo bene quale, saranno ragazzi, professori e personale non docente a decidere insieme, come insieme hanno realizzato tutto l’evento.

La sensazione, che, come tutte le percezioni, è differenzialmente calcolabile (in questo caso il riferimento è stato cercato e se ne chiede venia se non è appropriato scientificamente), era di una comunità  scolastica attiva, pronta ad essere protagonista della e per la crescita dei ragazzi che la frequentano: lo studio, importante ed impegnativo, è parte di questa formazione, come lo è la comprensione dei valori che rendono la vita comunitaria e sociale possibile, come lo è la partecipazione alla vita della scuola intesa nella sua globalità.

Io ne viste cose che voi umani non potreste immaginarvi: una scuola ed i suoi protagonisti brillare nella notte e rendere tutto più vivo, frizzante, proiettato verso quel domani che i ragazzi sanno riconoscere come proprio e che noi adulti abbiamo il dovere di render loro accessibile.

Buon anno a tutti e …ad maiora! (è pur sempre di un liceo scientifico che stiamo parlando).

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