In visita al Tunnel detto di Mussolini presso il Parco Archeologico di Centocelle

Si è svolta domenica 18 dicembre, con la partecipazione di associazioni e di cittadini
Alessandra Noce - 21 Dicembre 2016

L’iniziativa, organizzata dai volontari della rete per la mobilità Settimo Biciclettari e dalla Comunità Parco Pubblico di Centocelle (qui abbreviato in Comunità PPC) e tenutasi domenica 18 dicembre, è partita in sordina, per lo più sui social, in combinata con la bonifica del Tunnel, avvenuta sabato 17 a cura della stessa Comunità PPC in collaborazione con la Comunità Rom dell’Associazione Nuova Vita e con i volontari di Dorean Dote Onlus, CUB Immigrazione, Confederazione Unitaria di base, Unione Inquilini, LabGovLuiss, Settimo Biciclettari, CdQ Centocelle Storica, CdQ Torre Spaccata, CdQ Torpignattara, patrocinata dal V Municipio.

Ma iniziamo dalla mattina quando alle 10,30, all’appuntamento previsto per chi aderiva in bici presso il laghetto del bellissimo Parco degli Acquedotti, il corposo corteo del Settimo Biciclettari si raduna.

Dopo un piccolo briefing tenuto dagli organizzatori, ci immettiamo nella ciclabile della popolosa Via Nobiliore per dirigerci verso la ciclabile Palmiro Togliatti, al gruppo si unisce l’Assessore all’Ambiente e Mobilità del VII Municipio, presente in veste privata.

Merita una sosta Via Flavio Stilicone ove ammiriamo il lavoro di riqualificazione delle aiuole lungo la ciclabile, svolto dagli stessi volontari del Settimo Biciclettari.

Si riparte compatti verso la ciclabile della Palmiro Togliatti, purtroppo con un netto cambio di panorama: file di camper, cumuli di immondizia lasciata sui prati, la stessa ciclabile sporca, irta di dossi e avvallamenti, file di rottamatori in attesa da anni di aver riconosciuto un posto migliore dove esercitare l’attività, oscurano la vista del Parco: un triste e desolato biglietto da visita del quale provo grande disagio, per non dire vergogna.

All’incrocio con Via Casilina, ci immettiamo nello spiazzo dell’ex Agip, dove la montagna di rifiuti ingombranti che occludevano il Tunnel e rimossi il 17 attendevano di essere conferiti in discarica che è stata effettuata lunedì 19 ad opera sempre della Comunità Rom dell’Associazione Nuova Vita.

Superato l’ex Agip, veniamo accolti da un sentiero, in leggera salita, curato e bonificato (sempre dai volontari) che by-passa la zona ancora non fruibile e col quale accediamo agevolmente al Parco all’altezza della pista di atterraggio.

Qui l’idea di uno sprint di gruppo, quasi a voler provare l’ebrezza di un decollo, si fa subito realtà!

Al Parco, all’altezza dell’accesso ciclo-pedonale del civico 706, i due gruppi, quello in bici e quello a piedi, si riuniscono, per il un totale di ca. 200 persone, pronti per iniziare il viaggio nel passato.

Nel canalone della Tagliata, immersi in una natura ancora selvatica la cui bellezza purtroppo viene ripetutamente offuscata da cumuli di detriti sparsi qua e là, il Tunnel appare nella sua imponenza e ci accoglie in un buio fitto, ma non spaventoso.

La fungaia emerge portando con sé pezzi di storia, di usi e di consuetudini, come ben ricorda ancora il ciclista, ormai 78enne, Mario Caldaro che a 11 anni usava il Tunnel come scorciatoia per recarsi a piedi dalla Torraccia a scuola, la Francesco Baracca, nei pressi di Villa De Santis. Cumuli di sacchi di terra per la coltivazione dei funghi, resti dell’impianto di illuminazione, i locali di servizio, tutto ancora pressoché intatto…

Grande la soddisfazione degli organizzatori per il risultato raggiunto, a conferma della validità di una strategia chiara e precisa, centrata sulla rigenerazione del Parco quale risorsa da valorizzare e sull’implementazione di nuovi accessi per favorire la frequentazione e la sicurezza, partendo dal presupposto che un luogo tanto è più accessibile e attrattivo e tanto è più frequentato e sicuro.

Questo fine settimana la strategia è stata messa in pratica e, attraverso  la riscoperta di una delle tante attrattive del Parco, è stata aperta una finestra sulla natura, su di un Parco che sulla carta è tra i più grandi di Roma, ricco di storia, cultura, biodiversità e polmone verde di ben 3 municipi.

Allora, dopo aver percorso stupiti, incuriositi e quasi un po’ incerti, ca. un km al buio, la luce in fondo al tunnel acquista un senso: il risveglio del Parco Archeologico di Centocelle grazie ad una Cittadinanza attiva che se ne prende cura, ora.


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