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Ordinanza del GIP per la truffa di 4 milioni all’Asl RmC

I reati contestati: associazione per delinquere, peculato, falso materiale e ideologico, accesso abusivo a sistema informatico

Associazione per delinquere, peculato, falso materiale e ideologico commessi da pubblico ufficiale in atti pubblici, accesso abusivo ad un sistema informatico. Sono i reati contestati, a seconda delle singole posizioni processuali, alle sei persone destinatarie di un’ordinanza di custodia cautelare.

Cinque persone sono finite in manette, mentre una ai domiciliari. Mentre sono finiti in carcere Mario Celotto, ex direttore amministrativo dell’Asl RmC, Luana Pasquali, dipendente dell’Asl RmC, il marito Antonio De Roma, anche lui dipendente della stessa Asl nonché consigliere del XII Municipio, Francesco Marzetti, ex dipendente dell’Asl RmC, Renato Mongillo, imprenditore e proprietario della società "Security Service" operante nel settore della vigilanza privata.

È  finito agli arresti domiciliari Sergio Aiello, ex responsabile dell’ufficio legale Asl RmC, già sottoposto ad un’analoga misura restrittiva emessa nei suoi confronti in un’altra tranche della stessa inchiesta.

Nell’ambito dell’inchiesta sono anche indagati Paolo Ippopotami, funzionario della stessa Asl, Tiziana Garrioli, consulente informatica della stessa Asl, nonché Carmelina Paganelli, legale di Marzetti (la notizia sull’avvocato Paganelli  è stata da lei smentita tramite uno studio legale: "L’avvocato Carmelina Paganelli – scrive lo Studio in data 13 settembre 2007 – non risultava indagata all’epoca della pubblicazione dell’articolo, e non lo è tuttora".).

Il meccanismo con cui sarebbero stati sottratti oltre quattro milioni di euro dalle casse della sanità regionale con il sistema era quello dei falsi mandati di pagamento.

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