Ischia 1-2-3

Fatti e misfatti di marzo 2015
Mario Relandini - 31 Marzo 2015

Ischia 1

“Il sindaco di Ischia, Giosi Ferrandino, è stato arrestato – su ordine della Procura di Napoli – per avere incassato dal colosso delle coop “Cpl Concordia”, in cambio dell’autorizzazione a portare la metanizzazione nell’isola, tangenti per 330 mila euro, l’assunzione del fratello come consulente e almeno un viaggio in Tunisia”.

Il sindaco Giosi Ferrandino, che per tutto questo dovrà rispondere dei reati di associazione a delinquere, corruzione, riciclaggio, emissione di fatture per operazioni inesistenti e qualcosina d’altro, è un personaggio molto noto in Campania. Soprattutto per il suo “salto triplo” politico: da “Forza Italia” alla “Margherita”, dalla “Margherita” al Pd. Il quale, sfortunatamente, non ha fatto davvero un bell’acquisto. Ma – come cantava il simpatico Renato Carosone più di cinquant’anni fa – “Se il mellone è uscito bianco, mò cu chi t’a vuò piglià?”.

Giosi Ferrandino

Giosi Ferrandino

Ischia 2

“Queste cooperative rosse – viene notato un po’ da tutta la stampa – cominciano ad essere sempre più protagoniste di episodi di malaffare”.

Ora, a Ischia, è stata la volta della “Cpl Concordia”. Che però, a questo punto, dovrebbe cambiare il suo acronimo: da “Cpl ” (cioé cooperativa di produzione lavoro) a “Cpt” (cooperativa di produzione tangenti) o, se avessero concreti riscontri gli indizi che la indicherebbero in qualche affare con il clan dei Casalesi, a “Cpc” (cooperativa di partecipazione camorra).

Ischia 3

La Sposa di Maria Pia

“Nelle carte relative alle tangenti versate, dalla cooperativa “Clp Concordia”, al sindaco di Ischia comparirebbe – come fatto trapelare dal giudice per le indagini preliminari Amelia Primavera – anche il nome di Massimo D’Alema. Non tanto perché la cooperativa gli avrebbe acquistato duemila bottiglie del suo vino di Otricoli e cinquecento copie del suo libro “Non solo euro”, ma perché avrebbe versato, in due occasioni, 20 mila euro alla sua fondazione “Italianieuropei””.

Ora, però, due osservazioni. La prima: se Massimo D’Alema non è stato né accusato di qualcosa né per qualcosa indagato, perché il giudice per le indagini preliminari Amelia Primavera lo ha dato in pasto a giornali ed opinione pubblica? La seconda: perché, mentre si è messa in piazza la fondazione “Italianieuropei”, non si è rivelato quale sia l’altra fondazione sulla quale si stanno facendo simili accertamenti? Magistratura politicizzata? Magistratura, comunque, ancora una volta indecentemente chiacchierona. Ossessionata, sempre più spesso, dalla smania di apparire, comparire, fare notizia. A Napoli, poi, specialmente se si tratti di un principe o di un politico noto. Massimo D’Alema, comunque, ha subito smentito, indignato, quanto fatto su di lui trapelare. Ma chissà se sarà riuscito a convincere quell’Henry John Narciso Woodcock, uno dei tre pubblici ministeri che hanno coordinato l’inchiesta. O se, questa volta, Henry John Narciso Woodcock ha davvero qualche buona carta in mano. Ma, ove dovesse proprio avercela, farebbe bene a tenerla coperta – almeno una volta – fino al termine delle indagini e degli accertamenti. Facendo almeno contento il Presidente della Repubblica il quale ha più volte ripetuto che vorrebbe la Magistratura tutta più seria e più responsabile.


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