Italiani, non state tranquilli – Verso un “National security council” made in Italy

Fatti e misfatti di novembre 2015
Mario Relandini - 24 Novembre 2015

Italiani, non state tranquilli – 1

“Il gruppo hacker “Islamic cyber army” ha intanto divulgato in “rete” – proprio in queste ultime ore – un elenco di appartenenti a molti Paesi che dovranno essere prossimamente uccisi”.

Nell’elenco – si è saputo – anche una decina di italiani. Ma dal Governo continua a giungere l’assicurazione “Italiani, state tranquilli”. Nel senso che, tranquilli, tra le vittime designate dai terroristi c’è anche qualcuno di voi?

Italiani, non state tranquilli – 2

“Le forze di polizia – continuano a segnalare i loro sindacati – non sono adeguatamente attrezzate per la preoccupante situazione del momento. Tre esempi fra tanti: gli agenti, quelli che poi li hanno, hanno giubbotti antiproiettile scaduti, le apparecchiature radio sono insufficienti e le batterie dei portatili si scaricano in pochi minuti”.

Vergognosa, in particolare, la questione dei giubbotti antiproiettile. Un gruppo di deputati, già nel 2011, aveva segnalato la urgente necessità di sostituire quelli scaduti e in imminente scadenza, ma nessuno dei Governi succedutisi da allora ha mai preso irresponsabilmente in considerazione la responsabile segnalazione. Agenti già da anni lasciati ad un possibile macello, dunque, e tanti saluti, anche, alla sicurezza dei cittadini. Roba da non credere. Nemmeno nelle pagine di un “romanzo horror”.

Verso un “National security council” made in Italy

“Dal 9 ottobre scorso – si è comunque saputo – il “premier” Renzi è senza consigliere militare. E non avrebbe nemmeno l’intenzione di nominarne uno nuovo”.

Il “premier” Renzi, ancorché fiorentino, come la maschera milanese “faso tuto mi”? Forse, anche, il consigliere militare di me stesso? No, a questo non sembra essere ancora arrivato. Sembra, invece, che voglia creare una sorta di “National security council”. Tradotto in italiano, e in italiano comprensibile, un Comitato di esperti scopiazzato da quello già da tempo sperimentato (non pare, per ora, con molto successo) dalla Casa Bianca. “La guerra è una cosa troppo seria – ha sentenziato, ad inizio 1900, il primo ministro francese Georges Clemenceau – per lasciarla ai militari”. Forse vero. Ma non sarà invece troppo seria per lasciarla ad un gruppo di esperti chissà chi coordinati – come si mormora – dall’inesperto amico Luca Lotti?


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti