“Italo”, Giorgio e Luca – Bagnasco dopo Bertone

Fatti e misfatti di settembre 2013
Mario Relandini - 30 Settembre 2013

“Italo”, Giorgio e Luca

“Di ritorno da Napoli – si è appreso da un trafiletto del “Corriere della sera” – il Capo dello Stato ha viaggiato a bordo del treno “Italo””.

E perché no a bordo del “Freccia rossa” delle Ferrovie dello Stato? Pura curiosità, per carità, perché il Capo dello Stato ha tutto il diritto, naturalmente, di viaggiare come e dove più gli aggrada. Specialmente se – per qualche buon motivo – ha magari interesse a parlare in questo momento, a quattr’occhi, con quel Luca Cordero di Montezemolo il quale, un po’ manager di “Italo” e della “Ferrari”, un po’ politico di centro non berlusconiano, lo ha accompagnato nel viaggio.

Bagnasco dopo Bertone

“Ahi, ahi, ahi – dev’essersi detto, quando Papa Francesco ha chiesto di incontrarlo, il presidente della Conferenza episcopale italiana, cardinale Angelo Bagnasco – ahi, ahi, ahi”.

Ahi, ahi, ahi sì, infatti. Perché Papa Francesco gli ha comunicato, proprio papale papale, che quel delicato organismo della Santa Sede dovrà essere finalmente adeguato ai nuovi tempi e alle nuove esigenze della Chiesa, ma anche che il suo presidente dovrà essere eletto direttamente dai vescovi e non più dal Papa. Il che significherebbe che, se la riforma andasse in porto prima della fine del mandato del cardinale Bagnasco nel 2017, a lui non resterebbe che dimettersi. Dopo quello al cardinale Tarcisio Bertone, dunque, starebbe per giungere l’ “arrivederci” al cardinale Angelo Bagnasco. La “rivoluzione francescana” è in piena marcia.


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