Dopo l’ “inchino” il “piatto d’argento” – Quando la Provvidenza da divina diventa umana – Quel “super” di troppo

Fatti e misfatti di ottobre 2013
Mario Relandini - 14 Ottobre 2013

Dopo l’ “inchino” il “piatto d’argento”

“La demolizione della “Costa Concordia” naufragata davanti all’Isola del Giglio – si fa sempre più probabile – non avverrebbe nel porto naturale di Piombino né in quello più attrezzato di Civitavecchia e neppure in quello con il più ampio bacino di Palermo, ma nel porto turco di Izmir”.

La “Costa Concordia”, insomma, dopo avere fatto il suo bell’ “inchino” all’Isola del Giglio, si appresterebbe a consegnare un affare valutato sui 500 milioni di euro, su un “piatto d’argento”, ad un porto straniero. Perché i porti italiani non sarebbero veramente in grado? Perché lo Stato, pur avendo avuto moltissimo tempo dal naufragio, non è riuscito ad organizzarsi? Perché la società “Costa crociere”, utilizzando manovalanza turca, spenderebbe molto di meno? Qualunque dovesse essere la risposta, sarebbe una risposta assurda e sconfortante. Con decine di migliaia di portuali italiani, oltretutto, da lungo tempo senza lavoro.

Quando la Provvidenza da divina diventa umana

“Quella “Casa Divina Provvidenza”, che è un gigante della sanità a cavallo della Puglia e della Basilicata, che ha sempre ricevuto ogni anno milioni per la sua attività convenzionata con le strutture pubbliche, che oggi è arrivata a far registrare un deficit di mezzo miliardo e sta rischiando seriamente di chiudere – sta indagando la Magistratura – ha però aperto un proprio conto, a suo tempo, nelle casse della banca vaticana Ior, vi ha versato 27 milioni e, quando poi li ha ritirati, non li ha fatti confluire di nuovo nel conto corrente della “Casa Divina Provvidenza”, ma in quelle di un ente denominato “Casa di procura” amministrato da una certa Assunta Puzzello, una suora di oltre settant’anni”.

E’ già molto grave e scandaloso che una “Casa Divina Provvidenza” sia andata velocemente trasformandosi in “Casa terrena provvidenza” per alcuni e alcune senza Dio e, soprattutto, con la complicità di una banca vaticana ancorché trascinata in un infernale girone economico-finanziario, soprattutto a quei tempi, da un demoniaco monsignor Marcinkus e, poi, da alcuni satanassi succedutigli più o meno nell’ombra. Ma il tutto ancor più grave e scandaloso diventa, se si considera che il gigante della sanità che tanto ha provveduto a se stesso e ad un “cerchio magico” sul quale stanno indagando i magistrati, nell’impossibilità di arrivare a coprire il suo spaventoso deficit, sta lì per interrompere la sua attività. Con un danno pauroso per gli oltre mille dipendenti, i quali avvertono già l’arrivo del loro licenziamento, e per le decine e decine di migliaia di malati, i quali si troverebbero senza un grosso presidio sanitario, all’improvviso, in un territorio dove altri simili presidi non esistono. E poi c’è più di qualcuno, non solo nella Curia, ma anche in certi ambienti della Comunità cristiana, il quale non vede di buon occhio certa pulizia ordinata, da Papa Francesco, all’interno della Chiesa.

Mario Balotelli is shown a red card during Manchester City's defeat to Arsenal last AprilQuel “super” di troppo

“Il calciatore Mario Balotelli – questa volta all’arrivo della “nazionale di calcio” alla stazione di Napoli – ha dato in escandescenze contro tifosi, fotografi e giornalisti e ha fracassato una telecamera e un microfono”. “Mario – ha cercato di giustificarlo, ancora una volta, lo “staff” della Federazione calcio – deve ancora crescere”.

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Un momento. Ma quanti anni ha, oggi, Mario Balotelli? Ne ha ventitré. Quanti ne hanno, cioè, tanti giovani i quali già lavorano seriamente per quattro soldi o tanti giovani dello stesso colore della sua pelle i quali, per crescere in Europa, sfidano perfino la morte nel Mediterraneo. Quanti altri ne servono ancora, invece, a Mario Balotelli il quale è chiamato a lavorare per decine e decine di milioni l’anno e per rischiare un eventuale infortunio sulla terraferma? Ma la verità è un’altra: non è che Mario Balotelli, povero pupo, ha ancora bisogno di crescere. La verità è che lui, stupidamente viziato, stupidamente coccolato come un pregiatissimo gatto siamese, stupidamente perdonato per qualsiasi enormità, stupidamente valutato come un vero superuomo, è cresciuto – anche troppo – nella convinzione di potersi comportare sempre come un dio. Il quale tutto può e al quale tutti devono inginocchiarsi. Perfino quando finisce per fare autogoal nell’azione degli “azzurri” contro la camorra.

 


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