La “bomba carta” di Torino non può attendere ancora – Allarme “Expo” per il Consolato Usa – Nuovo incredibile rinvio indiano per i due marò

Fatti e misfatti di aprile 2015
Mario Relandini - 28 Aprile 2015

La “bomba carta” di Torino non può attendere ancora

“Chi ha lanciato la “bomba carta” che ha ferito numerose persone – domenica scorsa – durante il “derby” tra Juventus e Torino?”

Non è dato ancora saperlo perché – nonostante telecamere, teleriprese e telefonini con le immagini – non si è ancora giunti ad una conclusione. Ma il fatto sconcertante è che, mentre la Polizia continua a sostenere che la “bomba carta” sia stata gettata dagli spazi juventini verso quelli torinisti, il pubblico ministero che sta indagando continua a sostenere, invece, che sia scoppiata negli spazi torinisti mentre si stava confezionando. Ma non è che gli agenti di Polizia fossero tutti del “Torino” e il pubblico ministero sia della “Juventus”? Al di là delle battute, comunque, c’è da augurarsi che la verità venga appurata al più presto, che i responsabili vengano tutti individuati e puniti come meritano, che i giudici sportivi possano adottare – almeno si spera – i provvedimenti necessariamente severi senza guardare in faccia a nessuno, che il vergognoso fenomeno dei “teppisti da stadio” venga finalmente preso in considerazione con serietà e con misure veramente concrete ed efficaci. Perché gli stadi di calcio – fino a prova contraria – sono stati realizzati per offrire un pacifico e sereno spettacolo, non, ogni domenica e un po’ ovunque, per offrire il pretesto per selvaggi scontri tribali.

MaròAllarme “Expo” per il Consolato Usa

“Le autorità locali – ha inviato un messaggio, ai cittadini del suo Paese, il consolato Usa – parlano di dimostrazioni pacifiche, in occasione dell’ “Expo”, ma noi ci aspettiamo scontri violenti e danni alle proprietà”.

Che il console Usa sia più informato del nostro ineffabile Ministro dell’Interno, Angelino Alfano, secondo il quale, invece, sarebbe tutto sicuro e tutto sotto controllo?

Nuovo incredibile rinvio indiano per i due marò

“Il “caso marò” – con una ennesima decisione della Corte suprema indiana – è stato di nuovo rinviato: questa volta, concluse le ferie estive di laggiù, dal primo luglio in poi”.

Dar Ciriola

Pretesto: necessario occuparsi, prima delle ferie estive, di tutti i casi che potrebbero comportare, eventualmente, la condanna alla pena di morte. A conferma, sì, che tale condanna non si ipotizzerebbe più – come invece continuerebbero a chiedere i servizi segreti indiani – ma che i giudici di Nuova Delhi, con il continuo procrastinare il processo ai due nostri marò, stanno facendo scontare loro una pena preventiva che ha ormai superato i tre anni e, per di più, senza ancora uno straccio di imputazione. Non può che affiorare il dubbio, poi, che i giudici abbiano deciso di procrastinare l’esame del “caso” dopo il primo luglio in attesa che – come noto – dovrà tornare in India, dopo la sua convalescenza in Italia, anche Massimiliano Latorre. E il Governo italiano, sottobraccio alla Corte suprema dei diritti dell’uomo, come le stelle di Cronin, stanno a guardare.


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