La coltellata di Ulisse – … E neppure cavaliere – Il pecoreccio di Vito

Fatti e misfatti di ottobre 2013
Mario Relandini - 4 Ottobre 2013

La coltellata di Ulisse

“Quando oggi si è riunita la Giunta per le autorizzazioni del Senato per decidere sulla decadenza o meno di Silvio Berlusconi – è stato notato – lui non si è presentato e non si sono presentati, neppure, i suoi avvocati”.

Qualcuno, però, si è presentato. Si è presentato il legale rappresentante di quell’Ulisse Di Giacomo il quale, essendo il primo dei non eletti del Pdl in Abruzzo, subentrerebbe in Senato ove Berlusconi dovesse essere dichiarato decaduto anche in aula. Legale rappresentante il quale non si è presentato per difendere chi aveva contribuito a far votare Ulisse Di Giacomo, ma per allinearsi alle argomentazioni favorevoli alla sua cacciata. Argomentazioni sostenibili, magari, sul piano giuridico, ma spregevoli sul piano umano. Però si sa. In politica, al di là di Berlusconi sì Berlusconi no, troppo spesso si fa di tutto pur di conquistare uno scranno in Parlamento. Anche accoltellare, sempre al di là di Berlusconi sì Berlusconi no, un uomo alle spalle. Senza alcuna esitazione e senza alcuna vergogna.

…E neppure cavaliere

“Proporrò la decadenza di Silvio Berlusconi – ha fatto sapere, su “Twitter”, il deputato pd Giampaolo Galli – anche da cavaliere del lavoro”.

Liberissimo, naturalmente. Solo che, ora, sarebbe auspicabile non esplodesse una sorta di “sindrome da Maramaldo”, il condottiero rimasto famoso nella storia per avere ucciso l’avversario Francesco Ferrucci ormai in terra gravemente ferito. E che, quindi, qualcuno non continuasse, magari, con il proporre la decadenza di Silvio perfino dall’attributo signore e, ancora, dal patronimico Berlusconi. Mica per niente: per un certo apolitico buongusto.

Il pecoreccio di Vito

“Silvio non mollare? – ha postato su “Facebook, pur non essendo permesso durante i lavori della Giunta per le autorizzazioni, il senatore “grillino” Vito Crimi – Spero che il cartello apparso con quella scritta non volesse intendere, vista l’età, il progressivo prolasso delle pareti intestinali e l’ormai molto probabile ipertrofia prostatica, Silvio non rilasciare peti e controlla l’incontinenza”.

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“5 stelle” di pecoreccio. Con grande divertimento, sicuramente, tra quanti usano bivaccare l’intera giornata nei bar di quart’ordine. Ma con altrettanto grande sconforto tra quanti credono ancora nel rispetto dovuto, in ogni caso, alle persone e alle Istituzioni. Ma i cittadini pagano lo stipendio, a Vito Crimi e a molti altri colleghi come lui, per questi seri e determinanti contributi in Parlamento?


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