La discarica abusiva dell’Aniene è il cimitero dei frigoriferi più grande d’Italia

Gregorio Staglianò - 6 Aprile 2018

È forse la discarica abusiva più grande d’Italia quella nella valle dell’Aniene, visibile anche dall’A1, alle porte di Roma: 60 ettari di terreno che ospitano un surreale e sconcertante cimitero di frigoriferi non funzionanti e sventrati. Il terreno, ad Albuccione, nel perimetro del comune di Tivoli, limite Nord-Est della Capitale, apparterrebbe ad un privato ed è perfettamente individuabile dalla bretella dell’autostrada che attraversa l’area tiburtina: una distesa infinita di elettrodomestici, privati dei loro componenti più preziosi – come il rame – e rivendibili, lasciati a marcire ed ad inquinare il terreno, le acque l’aria circostante con i loro Hfc, idrofluorocarburi, gas lesivi per l’ozono contenuti nei circuiti refrigeranti e nelle schiume isolanti. Una bomba ecologica ad orologeria, pronta ad esplodere al primo dei numerosi focolai che vengono appiccati nell’area o alla prima esondazione del principale affluente del Tevere.

“Abbiamo motivo di credere che alcune aziende di smaltimento, che lavorano per le grandi catene di elettrodomestici della zona, per anni abbiano volutamente scambiato questo posto per una discarica”, racconta a Il FattoQuotidiano.it il sindaco di Tivoli, Giuseppe Proietti. “Recentemente – spiega il primo cittadino tiburtino – abbiamo pizzicato sul fatto ditte anche importanti. Da quando abbiamo recintato l’area, chiudendo le vie di accesso almeno ai veicoli, gli scarichi sono decisamente diminuiti”

Sarebbero le stesse ditte che dovrebbero essere tenute .come ogni altro esercizio, a ritirare gratuitamente, uno contro uno, i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche degli acquirenti quando questi acquistino un nuovo prodotto secondo il decreto ministeriale n. 65/2010, frutto a sua volta del decreto legislativo n. 151/2005. Ma non è questo il caso.

Probabilmente il terreno sarà irrimediabilmente compromesso, anche se il comune di Tivoli stia pensando alla bonifica. I costi sono però elevatissimi e come sostiene Proietti “diversi milioni di euro, sostenibili solo da un soggetto privato, non da un’amministrazione pubblica per giunta limitata come il piccolo comune di Tivoli”.

II sindaco avrebbe presentato due esposti alle forze dell’ordine e starebbe tentando di “guidare” la cessione dell’area di oltre 60 ettari, di proprietà privata, a una società che si è impegnata a effettuare un’indagine “propedeutica alla bonifica”, per capire quale siano le condizioni della zona. L’ordinanza per la bonifica è in vigore da due anni ma nessuno ha potuto procedere visto che il precedente proprietario “ha dovuto ritirarsi dall’investimento”.

In una situazione di tale gravità, nella quale il rischio di contaminazione ambientale è altissimo, dovrebbero essere le istituzioni, ministero e regione ad intervenire e ad espropriare il terreno, per non causare altri ingenti danni alla comunità.

Intanto la città di Roma assiste allo sconcertante spettacolo dell’area dell’Aniene. Durante le alluvioni o nelle piene, l’affluente maggiore del Tevere infatti si trasforma in un nastro trasportatore che spinge i rifiuti e le carcasse degli elettrodomestici fino alla foce di Ostia-Fiumicino, per decine di chilometri. Nelle scorse settimane all’altezza del “Circolo Tevere Remo” (Ponte Regina Margherita) è stata ritrovata un’isola galleggiante piena di frigoriferi da bar. Intanto sul caso si sta alzando un polverone, mentre si comincia ad indagare quale sia l’origine della “frigo-valley” e di chi sia la responsabilità.

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