La farsa dei rimborsi – Sicurezza, spionaggio e privacy – Ma quelle opere d’arte rubate, signora Merkel? -Il dubbio Borbora Bobulova

Fatti e misfatti di dicembre 2013
Mario Relandini - 28 Dicembre 2013

La farsa dei rimborsi

“La Giustizia lumaca – ultima rilevazione – ha fatto lievitare a 340 milioni di euro, per ora, i risarcimenti dovuti alle vittime del suo lento procedere”.

Pagheranno i giudici i quali hanno proceduto, specialmente nel civile, così “lento pede”? Naturalmente no perché i giudici italiani è ancora scritto che non debbano rispondere di nulla e, quindi, neppure quando potrebbero esaurire un procedimento in tempi ragionevoli. A pagare è ancora scritto debba essere lo Stato, ma – ecco il punto – anche lo Stato è lumaca perché lascia passare anni e anni prima di sdebitarsi con questi risarcimenti. E sempre peggio andrà perché, mentre ai 340 milioni di oggi se ne aggiungeranno chissà quanti altri – dato che la Giustizia non sta mostrando alcuna intenzione di accelerare il suo passo – lo Stato ha previsto per i risarcimenti da “lento pede” processuale, nel prossimo anno, appena 50 milioni. Molte vittime in attesa sono già morte. E altre, putroppo, moriranno. Pace all’anima loro. E ai rimborsi dello Stato.

Sicurezza, spionaggio e privacy

“Per i sistemi di sicurezza e di spionaggio – è stato calcolato – nel 2013 sono stati spesi 67 miliardi di dollari, ma – è la stima – nel 2018 se ne spenderanno 140”.

Ma un cent per la privacy no?

Ma quelle opere d’arte rubate, signora Merkel?

“Nel 1998 – ha ricordato il giornalista Danilo Taino – la Germania ha firmato quei “Washington Principles” che regolano le modalità di restituzione delle numerose e pregevoli opere d’arte trafugate dai nazisti e che però, dopo quindici anni, non ha ancora convertiti in legge per renderli esecutivi”.

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Dice: ma la Germania, nel 2003, ha istituito la cosiddetta “Limbach Kommission” per verificare i diritti di proprietà di quelle opere d’arte e per gestirne una sicura restituzione. E’ vero. Ma, in dieci anni, questa altisonante “Kommission” ha preso in considerazione appena sette casi. La signora Angela Merkel, però, non farebbe male ad intervenire. Per una questione di giustizia e di moralità. Ma, anche, per evitare che qualcuno possa magari ipotizzare il tentativo di non voler restituire mai quanto rubato dai nazisti. Che qualcuno, insomma, possa addirittura pensare ad una Germania ladra, O, perlomeno, ricettatrice.

Il dubbio Borbora Bobulova

“Nelle scuole italiane le ragazze hanno l’abitudine di girare con le gonne fino allo “slip” – non ha smentito l’attrice Borbora Bobulova una sua schiaffeggiante intervista rilasciata un mese fa – a Roma incontro tre stronzi al giorno, le donne italiane hanno quale unico modello le “veline” e da voi, dietro l’apparente democrazia, si nasconde una giungla senza etica”.

Barbora Bobulova, quindi, continua a pensarla proprio così. Ma, seppure qualcosa di vero ci sia nella sua intervista, sembra legittimo chiederle se lei preferisca vivere e lavorare in Italia perché nella sua Slovacchia sarebbe peggio e, cioè, le ragazze avrebbero l’abitudine di girare senza neppure lo “slip”, a Bratislava gli stronzi si incontrerebbero ad ogni passo, le donne slovacche avrebbero quale modello lei e nella Regione di Banskà, ad esempio, sarebbero così autenticamente democratici da eleggerne a capo quel Marian Kotlebor, detto il “piccolo fuhrer”, il quale sta organizzando sia una “milizia anti rom” sia un movimento per l’espulsione di tutti gli ebrei ed è un fervente sostenitore di una Slovacchia fascista. Oppure tutto questo non è e a Borbora Bobulova piace sputare soltanto sul piatto dove mangia.

 


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