

Fatti e misfatti di dicembre 2013
La guerra delle condanne
“Cara Santanché – le ha mandato a dire, attraverso i microfoni de “La zanzara”, Roberto Formigoni – potrei ricordarti che io non sono stato mai condannato mentre il tuo capo, il tuo padrone, di condanne ne ha ammucchiate parecchie”.
Qualcuno è sicuro che la Daniela stia già preparando una stritolante risposta da pitonessa. Come, magari, questa: “Caro Formigoni, potrei ricordarti il saggio detto “mai dire mai”. E, anche a te, buone condanne prossime venture”.
Da dottor Trota a trota del Po
“Una decina di italiani – ha fatto sapere, su “Radio 24″, il Ministro degli Interni albanese Samjr Tahiri – sono stati indagati per corruzione in quanto hanno pagato per conseguire una laurea, in nostre università private, senza avere mai seguito una lezione e sostenuto un esame”.
La notizia ghiotta, però, è che, tra questa decina di “studenti fantasma”, c’è anche – come già si conosceva, comunque, ufficiosamente – il figlio di Umberto Bossi, Renzo detto “il trota”. Il quale, così, dovrà farsi ristampare i biglietti da visita. Da dottor Trota dovrà tornare a semplice trota del Po. E, da “turista della laurea”, dovrà attendere quante tirate di orecchi e quanti calci nel didietro vorranno comminargli, con giusta severità, i magistrati albanesi.
“Giggino ‘o sfascianapoli”
“E’ oggi diventata Napoli – secondo l’indagine annuale del “Sole 24 ore” – la città peggiore d’Italia”.
Bravo, dunque, il sindaco De Magistris. E povera città. Fino ad oggi giustamente famosa per la sua storica e sempre vivacissima “Spaccanapoli”, da oggi tristemente famosa per il suo “Giggino sfascianapoli”.
“Zona franca” perché?
“C’è una zona franca senza diritti – ha dichiarato il Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, in riferimento al drammatico rogo in cui sono morti almeno sette cinesi in un capannone a Prato – una sona franca proprio nel cuore dell’Italia”.
Questo, però, lo hanno sempre saputo tutti. Quello che non si è saputo, fino ad oggi, è il perché Comune di Prato, Provincia di Firenze, Regione Toscana, Governo nazionale, Magistratura, sindacati, Asl, istituti di previdenza e categorie imprenditoriali non abbiano mai ottenuto che questa “zona franca senza diritti” venisse cancellata dalla geografia e dall’economia sana di quel “cuore dell’Italia”. Perché è tutto sotto il controllo della potentissima mafia cinese? Se così, non sarebbe per niente un motivo serio ed accettabile. Sarebbe, addirittura, una gravissima connivenza.
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