La patente di Francesco Schettino – Chi piange, chi ride – Estrapolazioni

Fatti e misfatti di settembre 2013
di Mario Relandini - 20 Settembre 2013

La patente di Francesco Schettino

“Oggi – hanno fatto sapere le competenti autorità – è stata tolta la patente marittima a Francesco Schettino”.

Francesco Schettino, cioè, è rimasto con la patente marittima in tasca per un anno e mezzo dopo aver fatto, al comando della “Costa Concordia”, una strage di croceristi. Se avesse investito e ucciso un persona sola con la sua auto a Meta di Sorrento, gli avrebbero tolto la patente automobilistica, magari, fra vent’anni? Burocrazia esasperatamente lenta, colpevolmente distratta o solamente imbecille?

Chi piange, chi ride

“La “Cir” di Carlo De Benedetti – a conti fatti – dovrà versare, al Fisco, un terzo dei 484 milioni che, per decisione dei giudici i quali hanno trattato il caso del cosiddetto “lodo Mondadori”, dovrà ottenere da Silvio Berlusconi”

Quanti diversi sentimenti, dunque, intorno a questi 484 milioni: l’ira esplosa in petto a Silvio Berlusconi, la gioia rimasta strozzata in gola a Carlo De Benedetti, la delusione della redazione de “La Repubblica” la quale era già sicura che, tra i 484 milioni tondi tondi, ci sarebbe uscito quanto necessario per evitare gli annunciati ottanta esuberi. Tutti a piangere, allora? No davvero: al Dicastero dell’Economia, infatti, il Ministro Fabrizio Saccomanni sta ridendo a crepapelle e si sta strofinando le mani al pensiero di quei 150 milioni e più (un terzo di 484) piovutigli del tutto imprevisti. Finito di ridere, però, il Ministro Fabrizio Saccomanni li utilizzi per cose serie.

Estrapolazioni

“Decaduto oppure no – ha detto anche, nel suo messaggio televisivo, Silvio Berlusconi – la politica continuerò a farla”. “Berlusconi è un irresponsabile – ha dichiarato anche, dopo avere ascoltato il messaggio di Berlusconi, il segretario del Pd, Guglielmo Epifani – perché getta benzina sul fuoco”.

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Estrapolazioni, certo, da interventi più ampi e più articolati. Ma sicuramente interessanti o, magari, in qualche modo preoccupanti. Chi vivrà vedrà.


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