La piazza: sogno proibito dei cittadini del Torrino Sud

Patrizia Artemisio - 2 Maggio 2020

Torrino Sud, primavera 2020. Sono qui ad osservarlo muto, questo spazio antistante. Mi trovo a Piazza Cina, cioè un parcheggio e un’edicola, in mezzo a un girotondo di automobili.

In attesa che la bella lavanderina lavi i fazzoletti, il CdQ Torrino Decima cerca in ogni modo di dare alla piazza un nuovo look, affinché tu possa sostarvi e magari dare “un bacio a chi vuoi tu”. Ve la posso raccontare dall’inizio questa storia perché a sostegno della mia memoria ci sono i verbali sul sito web del Comitato (http://www.cdqtorrinodecima.it/web/).

Dunque c’era una volta, il 16 maggio 2015, l’annuncio: “in vista del prossimo Giubileo della Misericordia, Comune e Governo – tra i vari punti messi in agenda, con anche lo stanziamento di appositi fondi – hanno previsto la realizzazione di opere pubbliche di basso impatto ambientale, intorno a Chiese e Parrocchie di periferia. Cogliendo appieno tale opportunità, il CdQ Torrino-Decima ha deliberato di presentare una idea progettuale che prevede, nei pressi della Parrocchia S. Maria Mater Ecclesiae di Via Sciangai, la realizzazione di una ‘piazza’ al Torrino”.

E’ dell’anno successivo l’incoraggiante titolo a verbale “Piazza Cina: il progetto prende vita”. Infatti, spiegano, “il Municipio ha condiviso in linea di principio l’istanza e l’ha anche sviluppata con una bozza di progetto che presenta soluzioni tecniche e di vivibilità gradevoli”, perciò il Comitato invitava i residenti a brindare tutti insieme.

Nel maggio 2018 invece veniva “avanzata una richiesta di accesso agli atti per verificare la destinazione d’uso dell’area”.
Per farla breve, piazza Cina è ancora un parcheggio quando nel 2019 viene promosso un processo partecipativo dall’amministratore del gruppo facebook “Noi …il Torrino Sud” Luca Costanza, con la collaborazione dei volontari Fabio Granieri e l’ing. Diego Casertano.

“Il processo partecipativo nato dal Comune di Roma – racconta Luca – è stata l’occasione che molti di noi aspettavano per rendere piazza Cina un luogo di aggregazione: una piazza centrale per riunirsi, per conoscersi, per dare un’identità al quartiere. Identità che secondo noi manca, siamo ancora un quartiere dormitorio.

Nel gruppo facebook, il primo post in assoluto fu proprio ‘rifacciamo piazza Cina’, per cui quando è uscito il processo partecipativo non mi è sembrato vero ed ho creato un gruppo di lavoro. Abbiamo promosso il progetto pubblicizzandolo attraverso associazioni e comitati di quartiere. Abbiamo anche coinvolto Torrino Mezzocammino visto che il progetto comprendeva, oltre alla pedonalizzazione della piazza, la ciclabile che partiva da Mezzocammino e arrivava a Tor di Valle, una specie di trait d’union tra i vari Torrino (Nord, Sud, Mezzocammino).

Ci siamo purtroppo classificati quarti a livello di Municipio sebbene soltanto noni a livello comunale. Abbiamo poi inviato, tramite il Comitato di Quartiere, una richiesta per fondi non utilizzati nell’ambito del processo. Così raschia qui, raschia lì, ci hanno dato 90.000 euro che altrimenti il Municipio avrebbe dovuto restituire al Comune”.

Al nuovo progetto per la piazza, realizzabile con soli 90.000 euro, ha pensato l’ing. Diego Casertano, che spiega: “con un budget così ridotto è stato necessario rivedere varie cose.
Mi sono messo un po’ a studiare, ho fatto una proposta tecnica che ho intitolato ‘la piazza dei colori’ e l’ho portata al Comitato di Quartiere”.

Cosa prevede il tuo nuovo progetto?

“Ho proposto di migliorare l’accessibilità alla piazza. C’è adesso uno spartiacque tra la piazza ed i negozi. Ho accorpato quell’area modificando la viabilità per ottenere un accesso pedonale diretto dai negozi alla piazza e dalla piazza ai parcheggi.
Poi, considerato che qualunque tipo di pavimentazione tipicamente utilizzata per le piazze ha un costo troppo alto per noi, ho proposto l’uso di vernici a terra. In pratica si può usare come base una superficie asfaltata, quindi riutilizzare quella che già c’è e, applicando delle vernici in modo artistico, utilizzando la street art, si possono raggiungere buoni risultati. Questo conferisce immediatamente un’identità alla piazza, come è accaduto con i fumetti a Mezzocammino, ed è un tipo di lavorazione che può essere realizzata dagli stessi cittadini dietro un disegno pensato da un artista. In ultimo, ho proposto di includere un piccolo volume che ho chiamato ‘la casa dei cittadini’, destinandolo alle associazioni di volontari o qualunque tipo di associazionismo”.

Intanto sul gruppo facebook “Noi.. il Torrino Sud (Piazza Cina e le vie dell’Oriente)” è apparso un nuovo post: “Facciamo il drive in a Piazza Cina?” e giù tutti ad applaudire e a commentare “ottima idea!”.

Ma adesso io una cosa ve la devo dire: sarò pure una scultura mal riuscita, un brutto pezzo di ferro arrugginito e per ciò battezzato, criticato, indesiderato, vilipeso, ferocemente scarabocchiato, ma sono oramai il vostro nord, il vostro sud, io sono l’est e l’ovest dei vostri appuntamenti. Da quassù, che lo vogliate oppure no, sorveglio il canto della cicala e la fatica della formica. E sotto un cielo desolato mi sorprende la nostalgia, in questo lungo periodo silenzioso, di ciò che poteva essere e non è stato mai. Vostro, affezionatissimo, Tetano.


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