La “prof” Agnese – Lo scandalo del padiglione Ue all’ “Expo” – La farsa marò

Fatti e misfatti di maggio 2015
Mario Relandini - 5 Maggio 2015

La “prof” Agnese

“La professoressa precaria Agnese Landini – questa mattina – non ha aderito allo sciopero nazionale unitario sulla scuola e si è presentata puntuale, come ogni giorno, all’Istituto superiore “Balducci” di Pontassieve”.

La professoressa precaria Agnese Landini – come noto – è coniugata Matteo Renzi. E meno male che non abbia aderito allo sciopero altrimenti, magari, suo marito avrebbe potuto rottamare anche lei.

agnese landini

Agnese Landini

Lo scandalo del padiglione Ue all’ “Expo”

“Czec, hello, olà, ciao, sveiki, bog, dia dhuit – e tanti altri saluti in tutte le ventotto lingue dei Paesi membri – all’ingresso del padiglione dell’Unione europea all’ “Expo””.

Una bella idea, a confermare e a scolpire la forte presenza unitaria dei ventotto Paesi membri. Peccato, però, che il padiglione europeo, a cinque giorni dall’inaugurazione dell’ “Expo”, sia ancora chiuso. Con tanti saluti. Con i suoi tanti saluti in ventotto lingue.

La farsa marò

La Sposa di Maria Pia

“Il Governo italiano – secondo quanto pubblica oggi il “Corriere della sera” – ha deciso di abbandonare la fallita via diplomatica con l’India, sul “caso” dei due nostri marò, e di procedere sulla via dell’arbitrato internazionale. Di chiedere cioè, all’Aia, dove andrà finalmente celebrato il processo: se in Italia (come dall’Italia sostenuto) se in India (come sostenuto dall’India) o in un Paese terzo”.

Ora, però, alcune domande. La prima: perché i Governi succedutisi in questi ultini tre anni, visto l’atteggiamento vergognosamente dilatorio di Nuova Delhi, hanno insistito a trattare – prendendo sempre schiaffi in faccia – e non si sono subito rivolti al Tribunale dei diritti dell’Aia? La seconda: perché il Governo Renzi, presa finalmente la giusta decisione, attenderà almeno un altro mese e mezzo – come si è saputo – prima di formalizzare la richiesta e non la formalizza ormai subito? La terza: quanto tempo dovrà poi trascorrere prima che che il Tribunale dei diritti dell’Aia decida sul “caso”? E, insomma, quanto dovranno rimanere ancora agli arresti preventivi, senza neppure lo straccio di una imputazione, i due marò Massimo Latorre e Salvatore Girone? I più dei tre anni già trascorsi, evidentemente, non vengono considerati – e continuano a non esserlo – una infame vergogna non solo dall’India: anche, purtroppo, dall’Italia.


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