La Rampa Carlo Vizzardelli merita più attenzione. E lui chi era?

La rampa, sita in via Fonteiana, tra il civico 125 e il 137, riversa nella trascuratezza da anni. È stata anche deturpata con strati di pittura dei colori della bandiera italiana, nel 2006, quando la Nazionale vinceva la Coppa del Campionato Mondiale di Calcio disputato in Germania.
Nel 2012, con il progetto di Autopromozione sociale indetto dal Comune, è stata ripulita dalla verniciatura e ritenuta “area non agevolabile”, per impedire qualsiasi intervento edilizio, e, ancora oggi, in effetti, è priva di illuminazione pubblica.

La struttura ha la sola particolarità del corrimano metallico a doppia asta posto al centro della scalea, divisa in unità di quindici gradini, interrotte da uno spiazzo di quattro metri.
L’entità di questi numeri richiama alla mente la monumentale Scalinata di Piazza di Spagna o quella dell’Ara Coeli, verso le quali la rampa risulta piuttosto superiore in quantità, mentre è decisamente inferiore ad entrambe, nella qualità della sua architettura.

Rampa Carlo Vizzardelli

Inoltre, la scalea si colloca fisicamente, e non solo storicamente, tra le palazzine signorili, realizzate sul lato destro della scalea, negli anni ’50 da Carlo Busiri Vici, esponente di una famiglia di architetti attivi dal Settecento, e l’imponente edificio, innalzato sul lato sinistro della rampa, nei primi anni ’70, come sede del liceo scientifico statale “Giambattista Morgagni”.
Infatti, la rampa è stata istituita nel 1961 dal Comune, in occasione del decennale del centenario della morte, del cardinale Carlo Vizzardelli (Monte San Giovanni Campano, 1791- Roma, 1851).

Carlo VizzardelliCostui è stato anche titolare della chiesa di San Pancrazio, una delle più importanti e antiche chiese di Monteverde.
Dopo l’iter studiorum nel seminario di Veroli, Carlo Vizzardelli si laureava a Roma in “Teologia e diritto canonico” e veniva nominato presbitero della Chiesa di San Pancrazio. Insegnò diritto nelle università di Roma e Bologna, e ottenne il titolo di cardinale nel 1848, insieme alla nomina di Prefetto della Pontificia Accademia di Teologia di Roma. Durante le Guerre Risorgimentali, si trovò a negoziare con il Gran Duca di Toscana, in qualità di diplomatico pontificio. Stimato, infatti, dal papa, come uomo di fiducia, seguì Pio XI nella sua fuga a Gaeta, offrendogli la sua assistenza. Morì a Roma e, se il suo funerale fu celebrato nella chiesa di San Lorenzo in Damaso, la sua salma è invece conservata nella Chiesa di San Pancrazio.

Gli abitanti del quartiere si lamentano spesso della carenza di illuminazione per la struttura. Essi vivono la rampa, sia come un luogo efficace per il fitness o per una breve sosta in compagnia, ma anche come un comodo tragitto verso la recente Stazione ferroviaria Quattro Venti.
La scalea, infatti, collega il parcheggio-auto dello slargo in via di Donna Olimpia, alla soprastante piazza Quinto Cecilio, in viale di Villa Pamphili, che confluisce nello spiazzo antistante l’ingresso della stazione.


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Un commento su “La Rampa Carlo Vizzardelli merita più attenzione. E lui chi era?

  1. La foto è stata presa da un mio annuncio per vendere un attico e le palazzine sul lato destro della scalinata (salendo) non sono dell’architetto Busiri Vici ma sono state edificate negli anni 60 dal costruttore Cianfarini.

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