La Scalea Andrea il Moro a Monteverde Vecchio

Ma chi era Andrés Aguiar? L’associazione “Garibaldini per l'Italia” vuole un busto in suo onore
Makaa Jade - 3 Luglio 2020

La Scalea Andrea il Moro fu istituita dal Governatore di Roma il 26 agosto 1935 a Monteverde Vecchio con la seguente didascalia: “Dall’americano di colore che seguì Giuseppe Garibaldi”.

Essa collega Via Aurelio Saffi all’altezza del civico 78 a Via Fratelli Bandiera e termina all’angolo tra quest’ultima e Via Alessandro Poerio.

Per conoscere meglio questo personaggio viene in aiuto la targa che Roma Capitale appose il 20 maggio 2014 e recante una didascalia in cui si rivela la sua identità: “Scalea Andrea il Moro: Andrés Aguiar. Luogotenente della Repubblica Romana (1810-1849)”.

 

Commemorato nel 2013 dall’Urugay, suo paese d’origine, con l’emissione di un francobollo dal valore di 45 centesimi della moneta locale e disegnato dall’artista Mary Porto Casas, Andrés Aguiar appare nell’elenco di nomi dei garibaldini scolpiti sull’epigrafe dell’Ossario eretto nel 1941 al Gianicolo, per essere stato ucciso da una granata presso Santa Maria della Scala, precisamente nell’attuale Via dei Panieri davanti al civico 3 [1].

Dal testo di Koelman sappiamo che fu la “fidata guardia personale di Garibaldi”, che si distinse per le numerose occasioni in cui salvò la vita al Generale e che fu riconosciuto dai suoi commilitoni come un valente soldato a cavallo in grado di disarcionare i nemici “da cavallo con un lazo” [2].
Si narra infine, che in punto di morte Aguiar esclamasse “Viva le Repubbliche d’America e di Roma” e che fu assistito da Garibaldi.

Purtroppo all’”Eroe di color ebano”, così lo definisce Koelman, non fu dedicato mai un busto [3] tra i tanti garibaldini che sfilano lungo la Passeggiata del Gianicolo. E dunque questa rampa a lui dedicata si arricchisce di ulteriori messaggi simbolici per l’emblema che la scala rappresenta: dalla cristiana simbologia dell’ascensione all’aristotelica esperienza universale che si raggiunge per gradi.
In fin dei conti, l’intestazione della rampa ad un valente militare di colore, considerato anche il contesto storico, potrebbe essere interpretata come un invito a raggiungere quei valori di libertà, pace ed uguaglianza per i quali Aguiar combatté fino alla morte, e vincere sia la discriminazione razziale e religiosa, sia l’emarginazione sociale.

[1]   Cfr. www.wikipedia.it

[2]   Cfr. Koelman, 1963, p. 329

[3]   L’associazione “Garibaldini per l’Italia” si sta muovendo in questi giorni per chiedere al Comune di Roma di realizzare un’erma in sua memoria cfr. http://www.garibaldini.org/2020/07/andres-aguyar-erma-al-gianicolo/.

Le foto della targa e della Scalea sono tratte da https://www.rerumromanarum.com/2019/03/scalea-andrea-il-moro.html


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