La strana democrazia di Matteo 1- La strana democrazia di Matteo 2 – Fatti suoi e fatti nostri – Qualcuno si troverà – Bacchettata no, bacchettata sì

Fatti e misfatti di agosto 2015
Mario Relandini - 26 Agosto 2015

La strana democrazia di Matteo 1

“Sulle riforme – ha detto, nel suo comizio a Pesaro, il “premier” Renzi – non temo la massa degli emendamenti presentati dalle opposizioni e dalla minoranza pd: una risata li seppellirà”.

Cioé? Gli emendamenti presentati, cioé, verranno tutti seppelliti – e non è la prima volta – affossandoli con un espediente di nessun rispetto parlamentare. E giù risate. Strana democrazia questa di un “premier” di sinistra come vorrebbe qualificarsi il “premier” Renzi.

La strana democrazia di Matteo 2

“Dicono che, se non c’è l’elezione diretta dei senatori – il “premier” Renzi sempre a Pesaro – è a rischio la democrazia. Ma non è che la democrazia sia votare tante volte: quello è il “Telegatto””.

La democrazia parlamentare, però, non dovrebbe invece consistere nella elezione diretta da parte dei cittadini? Anche tante volte. Tutte le volte che fosse necessario. Anche per eleggere – tanto per ricordarlo – il Presidente del Consiglio. Nessun “Telegatto”, dunque. Quello che vorrebbe il furbo Matteo – diciamocelo – sarebbe un “Televolpe”.

Matteo Renzi press conference, RomeFatti suoi e fatti nostri

“In un anno – ancora lui, il Matteo – ho portato a casa un sacco di cose”.

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Cavoli, pomodori, patate, tarocchi, porchette, stracchino dal mercato, pesci rossi vinti alle “giostre”. Fatti suoi. Ma sarebbe interessante conoscere che cosa abbia portato, di veramente concreto ed efficace, a casa degli italiani. Fatti nostri.

Qualcuno si troverà

“Ho la certezza di avere i numeri al Senato – sempre il Matteo Renzi tornato più loquace che mai – ma, se necessario, faremo una intesa con qualcuno”.

Anche, allora, con certi amici di Casa Pound?

Bacchettata no, bacchettata sì

“Il Ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni – alla domanda di un giornalista del “Corriere della sera” se ritenesse una bacchettata quella arrivata all’Italia sulla registrazione dei migranti – ha risposto: “No, non la ritengo tale”. Poi però, nella stessa risposta alla domanda, verso la fine ha detto: “L’Europa ha bisogno di andare nella direzione esattamente opposta a quella di bacchettare i Paesi alla sua frontiera esterna”.

Ma, allora, l’Europa non ci ha per niente bacchettato – come sostenuto all’inizio della risposta – oppure – come sostenuto nella risposta verso la fine – deve smettere di bacchettarci? Il Ministro Gentiloni, per favore, dovrebbe rilassarsi un po’ e riordinare le sue poche ma confuse idee. E far sapere agli italiani, lucidamente, come in verità la pensi lui e la pensi il Governo. In che modo, soprattutto, vogliano rispondere a quell’Unione sempre più egoista ed arrogante. Sarebbe comunque meglio – scusino il modesto suggerimento di tanti italiani – non più con i sorrisini da innamorati alla Peynet, ma battendo sul tavolo non una scarpa, come fece l’allora Presidente russo Krusciov nel 1960 all’Onu, almeno i pugni, però, sì.


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