“La Tartaruga” di Quaroni e Aymonino a Monteverde

Il quartiere non smette mai di sorprenderci, con le sue innumerevoli meraviglie
Makaa Jade - 4 Maggio 2016

Vicino Villa Pamphili, in via Innocenzo X, al civico 25, sorge una palazzina che merita essere menzionata perché realizzata da Ludovico Quaroni insieme al suo allievo Carlo Aymonino. Entrambi gli architetti e urbanisti sono legati al nome di Marcello Piacentini, vissuto a Roma tra il 1881 e 1960, anch’egli architetto e urbanista, noto per il Palazzetto dello Sport su viale Cristoforo Colombo, per la via della Conciliazione, per i teatri Corso, Quirino e Barberini, per l’Albergo degli Ambasciatori, per la Città Universitaria di Roma… etc.

Se Ludovico Quaroni ne è stato l’allievo, Carlo Aymonino ne è stato il nipote.

Il progetto di collaborazione dei due architetti, eseguito secondo la concezione “neorealistica” dell’architettura, emersa negli anni ’50, per valorizzare soprattutto la funzione sociale dell’arte, è stato realizzato tra il 1951 e il 1954 e porta il nome della Cooperativa sociale per la quale servivano alloggi.

palazzina Astrea via Jenner

Palazzina Astrea

Un esempio simile di palazzina con nome di cooperativa è la palazzina Astrea realizzata a Monteverde, negli stessi anni da Luigi Moretti, in via Jenner 27.

La Tartaruga

La palazzina denominata “La Tartaruga” si caratterizza per essere un edificio di sei piani con colonne di cemento delle fondamenta a vista, al pian terreno, in cui è situato il parcheggio aperto e poi per i balconi posti ad angolo.
palazzina la tartaruga monteverdePer seguire gli standard edilizi istituiti per le cooperative, ritroviamo le stesse caratteristiche anche nella palazzina Astrea, e si possono sintetizzare nell’assenza di ascensore, compensata da una scala centrale; due appartamenti per piano; e, infine, l’attico lungo la planimetria del palazzo con funzioni di terrazzo.

Nel carattere anonimo dell’architettura che prevale in questa zona di Monteverde, alle spalle di Villa Pamphili, la riscoperta di questa palazzina come espressione di due urbanisti romani nel loro massimo impegno verso il neorealismo architettonico, rivela che il quartiere di Monteverde non smette mai di sorprenderci, con le sue innumerevoli meraviglie.

Ludovico Quaroni

Ludovico QuaroniLudovico Quaroni (Roma, 1911-1987) è noto soprattutto nell’ambito urbanistico per aver realizzato la Chiesa di Francavilla a Mare (1948), il quartiere INA casa Tiburtino (1949), e per aver intrapreso l’insegnamento, nel secondo dopoguerra, nell’università di Firenze (1957) e poi nell’università di Roma (1964).
Nella sua vicenda umana ha saputo ben conciliare l’insegnamento alla professione di architetto realizzando il quartiere Spine Bianche di Matera (1962), gli uffici FIAT a Borgo San Paolo di Torino (1979) e la ristrutturazione del Teatro dell’Opera di Roma (1983).
A Ludovico Quaroni è intitolato un Largo nel quartiere Pisana-Vignaccia, a Roma.

Carlo Aymonino

Carlo AymoninoCarlo Aymonino (Roma 1926-2010) si laurea nel 1950 e viene subito chiamato a collaborare con Quaroni e Ridolfi nei loro progetti. Nel 1963, con l’assegnazione della cattedra di “Architettura urbanistica” nell’università di Venezia, si sigilla la sua fama internazionale perché realizza un progetto con i suoi allievi a Gallaratese di Milano (1967).
A Roma è noto per aver creato lo spazio in cui conservare al meglio la statua equestre del Marco Aurelio, all’interno del cortile del Palazzo Caffarelli (2005), e per essere stato, nei primi anni ’80, assessore del Centro storico; poi per aver realizzato il Complesso residenziale di Tor Sapienza (1984) e quello di via Ostiense (1991). Nel 1999 viene insignito della Medaglia d’oro per meriti della scienza e della cultura. Muore a Roma, ma è sepolto nella Cappella di famiglia nel Cimitero Monumentale di Torino.


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