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L’Acquedotto Appio, il più antico di Roma è vicino all’Esselunga del Prenestino

Ritrovato un cunicolo segreto dell’Acquedotto Appio, al sesto miglio della via Prenestina
Redazione - 16 Aprile 2017

Ritrovato un cunicolo segreto dell’Acquedotto Appio, al sesto miglio della via Prenestina, proprio di fronte all’Esselunga del Prenestino da poco inaugurata.

Prima sono stati trovati, ricoperti di tufo, nove antichi pozzi romani, a 45 metri di distanza l’uno dall’altro e poi sotto mezzo chilometro di un acquedotto, con ogni probabilità, l’acquedotto Appio, il più antico di Roma, infatti risale al terzo secolo avanti Cristo (ha 2.300 anni).
Dell’acquedotto Appio è stato rinvenuto, in occasione degli scavi della metro C, un tratto di 32 metri e poco più giù è stata scoperta una tomba dell’età del ferro con il corredo funerario.

Il video del Corriere.it sull’acquedotto romano ritrovato nel cantiere della metro C

Ritrovamento lungo la Togliatti di cosa si tratta di preciso?

Ecco cosa hanno riferito (vedi il quotidiano del 16 aprile) al giornalista di Repubblica Paolo Boccacci, il sovrintendente alla zona Stefano Musco e l’archeologa degli scavi Federica Zabotti: “Si tratta di un quadrilatero compreso tra le vie Prenestina, Valente, Collatina e Palmiro Togliatti e noto da sempre con il toponimo ‘Cappellette’. Ed è qui che durante i sondaggi preventivi fatti per l’insediamento del nuovo Centro Servizi Prenestino, che sono emersi i pozzi disposti in modo ordinato su un pianoro di tufo che fiancheggia la valle del Fosso di Centocelle che oggi non esiste più perché è stato intubato” (e che, aggiungiamo noi, corre sotto il viale Togliatti).

Tratto strada romana ritrovata nel P.d.z. Prampolini

“Si tratta – aggiungono Musco e Zabotti – di uno speco che abbiamo perlustrato per 27 metri in direzione est e per 26 in direzione ovest, scavato nel tufo della collina, un condotto alto fino a 2 metri e 15 e largo 90 centimetri. Ha una copertura in conglomerato cementizio gettato su uno strato di quattro-cinque tavole di legno. E l’acqua scorreva in pendenza da est verso ovest,a una quota di più di 21 metri sotto terra”.

Nella zona, informa ancora Boccacci nel suo articolo, “sono stati rinvenuti anche due mausolei, nel parco del nuovo quartiere Prampolini. Due sepolcri a tempietto con pronao del IV sec. d.C. E sotto, con una telecamera, si è raggiunto il luogo della sepoltura di una ragazza, una tomba foderata di marmi, trovata depredata, ma di cui è rimasta la sagoma della defunta, che ha impresso sul suolo un colore viola, quello della porpora di Tiro, che allora si usava solo per le vesti delle famiglie patrizie vicine all’imperatore. E infine è stata trovata un’antica fornace, scavata dall’archeologa Floriana Policastro, pressoché intatta, dove si trasformavano in calce i marmi, cuocendoli ad una temperatura di mille gradi”.

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  1. Enrico Bruschini


    Complimenti!
    Articoli interessanti e aggiornati.

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